03 febbraio 2009

Mondiali di sci al via, l'influenza mette ko Maier

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Hermann Maier, re del supergigante, rischia di dare forfait a causa dell'influenza

Il campione austriaco rischia di saltare il supergigante maschile in programma domani in Val d'Isere. Il presidente Fisi, Giovanni Morzenti, si sbilancia: "L'Italia vincerà tante medaglie". Migliora Albrecht in ospedale. TUTTO IL PROGRAMMA

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Domani in Val d'Isere è in programma la seconda prova mondiale dopo il via di oggi con il superG femminile, con il supergigante maschile, alla quale però molto probabilmente il re della disciplina non potrà partecipare. Il supercampione austriaco Hermann Maier, infatti, è influenzato.

Con 24 vittorie in questa specialità, e 36 anni di età, 'Herminator' Hermann Maier è di gran lunga l'atleta che ha fatto del supergigante una sorta di terreno privato di caccia. Ieri Maier ha dovuto rinunciare ad allenarsi in supergigante a  Saalbach, in Austria, su un tracciato che dovrebbe ricalcare quello difficilissimo della Bellevarde di Val d'Isere. Si è messo così in viaggio per Val d'Isere, sperando di riprendersi al più presto. Maier ha vinto due medaglie d'oro olimpiche nel 1998 e due titoli mondiali nel 1999.

"I ragazzi sono molto motivati e c'è un ambiente davvero sereno. Tenuto conto dei podi di quest'anno e dello stato di forma siamo sicuramente in condizione di portare a casa un bel numero di medaglie". Così il presidente della Federazione italiana sport invernali, Giovanni Morzenti, prima del via delle gare dei Mondiali di sci in Val d'Isere. "Lo sci- continua il numero della Fisi- ha però molti elementi imponderabili, basta un piccolo errore e sei fuori: è quindi sempre difficile fare delle previsioni esatte, meglio tenerci gli auspici di tanti successi".

Continuano intanto a migliorare le condizioni dello sciatore austriaco Daniel Albrecht, ricoverato dal 22 gennaio scorso dopo una caduta drammatica nella prova della discesa di Kitzbuehel, nel reparto di terapia intensiva della clinica universitaria di Innsbruck. Da quel giorno, l'atleta è tenuto in coma artificiale. Le conseguenze del trauma cranico-cerebrale si stanno risolvendo senza complicazione e gli è anche stata tolta una sonda - hanno fatto sapere i medici - con la quale si misurava la pressione cerebrale. L'atleta resterà tuttavia ancora in coma farmacologico a causa delle terapie in corso per ridurgli la riduzione polmonare che si era sviluppata in seguito alla  caduta. Gli vengono ancora somministrati degli antibiotici, mentre una tac ha indicato miglioramenti dell'infiammazione  polmonare. Per varie ore, durante il giorno, l'atleta viene posto in  posizione supina, perché la riduzione polmonare è nella parte posteriore.

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