19 febbraio 2009

Doping. Nas al Coni con un avviso di garanzia per Valverde

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Brutta sorpresa per Alejandro Valverde al suo arrivo al Coni: niente Ferrari, ma un avviso di garanzia consegnatogli dai NAS

Il ciclista iberico appena arrivato al Foro Italico è stato raggiunto dal provvedimento. Alla fine dell'udienza con il procuratore Torri l'avvocato dello spagnolo ha ribadito: "Alejandro è innocente". Ma l'accusa è certa: "Quel sangue è suo"

Al ciclista spagnolo, Alejandro Valverde, giunto nel pomeriggio negli uffici del Coni al Foro italico per l'udienza di fronte al capo della Procura antidoping Ettore Torri, è stato  notificato un avviso di garanzia da parte della Procura di Roma, per mezzo dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione (NAS). Il ciclista spagnolo era stato convocato a Roma su richiesta della Procura  Antidoping per rispondere del suo presunto coinvolgimento nella 'Operacion Puerto'. 

"Possiamo dire con certezza che il sangue nella sacca numero 18 è di Valverde". Al termine  dell'interrogatorio con il corridore spagnolo, al centro  dell'inchiesta 'Operation Puerto' il procuratore dell'Antidoping  del Coni, Ettore Torri, conferma che il Dna del sangue  sequestrato durante l'Operacion Puerto in quella sacca corrisponde a quello rilevato al corridore spagnolo durante la  tappa a Prato Nevoso al Tour de France l'anno con un controllo  antidoping. "Noi riteniamo - ha aggiunto Torri - di essere pienamente  competenti sul caso e di avere la piena giurisdizione anche  sugli atleti stranieri. Quello di Valverde e' identico al caso  di Basso. Abbiamo documenti che fanno riferimento a Valverde sia  per quanto riguarda somme date a Fuentes (il medico spagnolo  implicato nell'Operation Puerto), che per quanto riguarda le  sostanze. Si tratta - ha spiegato il procuratore dell'Antidoping  del Coni - comunque di documenti da interpretare".

"Alejandro Valverde si dichiara innocente, l'informazione di garanzia la vedo come un atto dovuto". Queste le prime parole del legale italiano del corridore spagnolo Valverde, Federico Cecconi, subito dopo l'audizione alla procura antidoping del Coni.

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