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09 marzo 2009

Atletica, dopo l'oro europeo esce la biografia di Chambers

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La copertina del libro "Race against me" di Dwain Chambers

Il giorno dopo il titolo sui 60 metri indoor a Torino ecco il libro del velocista britannico. In "Race against me" l'atleta ammette l'utilizzo di 300 sostanze dopanti. Il ritorno alla vittoria c'è stato, ma per battere i sospetti la strada è ancora lunga

Race against me, si intitola il libro di Dwain Chambers, l'uomo che ha corso contro sé stesso ma che ora vola in pista e rischia di fare il botto anche nelle librerie inglesi. Perché la biografia in cui svela di aver usato 300 diverse miscele dopanti in un anno, esce il giorno dopo l'oro nei 60 metri agli euroindoor di Torino: non poteva esserci promozione migliore. Chambers è stato squalificato per doping dal 2003 al 2005: risultò positivo al Thg, la sostanza prodotta dal laboratorio californiano Balco. Ma stando al suo libro l'inglese ha preso molto altro: eritropoietina, ormone della crescita, testosterone, insulina. Superando indenne ben 10 controlli. La cosa strana è che ora va più forte di quando era dopato, visto che a Torino ha stabilito in semifinale il nuovo record europeo dei 60.

Si divertono meno gli ex compagni di nazionale come John Regis, trascinato nel fango dalla biografia di Chambers. Fino all'anno scorso Dwain era poco gradito anche all'interno dell'attuale squadra britannica, tanto da essere escluso dalle Olimpiadi di Pechino. Cambiato il Ct, ora si punta di nuovo su di lui, come 10 anni fa, quando gli inglesi lo consideravano l'erede di Linford Christie. A Torino è stato abbracciato sul podio, apparentemente come un avversario qualsiasi, da Fabio Cerutti e Emanuele Di Gregorio, i due azzurri battutti nei 60 metri. Ma per battere i sospetti la strada di Chambers è ancora lunga.

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