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01 aprile 2009

Donne e sport, gli ulema sauditi: sì, purché non vergini

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Lo Sheikh Abdullah bin Suleiman, membro del Consiglio degli Ulema dell'Arabia Saudita, ha risposto al Cio

A pensarla così è lo Sheikh Abdullah bin Suleiman, membro del Consiglio degli Ulema, massima autorità religiosa. L'editto emesso dopo la polemica provocata da una direttiva Cio che impone a tutte le federazioni di istituire team femminil entro il 2010

"Nei dettami della Shariya (legge islamica) non esiste alcun divieto alle donne di esercitare lo sport, a meno che non si tratti di una ragazza Bakara (vergine) in quanto ciò potrebbe indurre a cattivi pensieri sulla sua reputazione".

A pensarla così è lo Sheikh Abdullah bin Suleiman, membro del Consiglio degli Ulema, massima autorità religiosa in Arabia saudita, citato dal quotidiano saudita al Qabs. L'editto dell'uomo religioso è stato emesso a causa della polemica provocata nel regno wahabita da una recente direttiva del Comitato Olimpico internazionale (Cio) che impone a tutte le federazioni nazionali aderenti di istituire club sportivi femminili entro il 2010, "pena la sospensione" dall'organismo mondiale. L'Arabia saudita, culla dell'islam conservatore, non ha rappresentative nazionali femminili.

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