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03 aprile 2009

Pellegrini: "Bisogna liberalizzare l'uso dei costumi'"

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Federica Pellegrini ha chiesto la liberarizzazione della scelta dei costumi da parte degli atleti

Nuoto. La campionessa olimpica e primatista mondiale dei 200sl va all'attacco: "E' molto soggettivo, sono come le scarpette per i calciatori. Se l'Italia non si deciderà a farlo, forse non adesso a questi Mondiali, ma prima o poi sarà un gran caos"

Se l'Italia non si decide a liberalizzare l'uso dei costumi nel nuoto sarà il caos. Federica Pellegrini, olimpionica a Pechino e primatista del mondo dei 200 stile libero, torna a lanciare l'allarme a pochi mesi dalla rassegna iridata di Roma. "E' ora che gli atleti diano fiato alle trombe - ha detto a Milano dopo la firma del  suo nuovo accordo di sponsorizzazione con la giapponese Mizuno -  Se l'Italia non si deciderà a liberalizzare l'uso dei costumi, forse non adesso a questi Mondiali, ma prima o poi sarà un gran caos".

La nuotatrice azzurra non ha ancora deciso quale costume indossare ai prossimi Mondiali di Roma, ma torna a rivendicare con forza il diritto degli atleti a scegliere il costume che preferiscono. "E' molto soggettivo, sono come le scarpette per i giocatori di calcio" spiega. "Noi atleti abbiamo portato la rinascita del nuoto in Italia - rivendica la Pellegrini ricordando che in Italia chi non indossa il Jacked, prodotto dallo sponsor ufficiale della nazionale, deve pagare una penale - non è possibile che ci sia ancora negato di usare il costume che vogliamo". La polemica in realtà va avanti da anni. "Non sono io la prima a sollevarla a pochi mesi dai Mondiali - continua la Pellegrini - L'Italia si deve livellare alle altre potenze del nuoto".

Qualche critica si è sollevata a proposito del nuovo record del mondo stabilito a Riccione nei 200 stile indossando due costumi da gara, ma la Pellegrini respinge le accuse: "Era prima che la Fina desse le nuove regole, la polemica non esiste", taglia corto. La polemica sui costumi di terza generazione continua, ma "abbiamo verificato prima delle Olimpiadi che c'è stato un cambio rivoluzionario nel nuoto e il costume è diventato un attrezzo - continua -. Ho fatto primati con costumi diversi, ma anche in tempi diversi (gli ultimi quattro con i nuovi costumi) e sempre in regola con la normativa  della federazione internazionale".

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