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10 aprile 2009

Scherma: squalifica ridotta, Baldini torna in pedana

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Il fiorettista azzurro, che saltò le Olimpiadi di Pechino per la positività al furosemide, un diuretico, può ritornare alle competizioni. Baldini parlò di complotto alludento al compagno di squadra Cassarà che fu poi convocato al suo posto

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Andrea Baldini può tornare in pedana: il tribunale antidoping della Federazione internazionale di scherma, riunito a Belfast, lo ha squalificato per sei mesi, ma a partire dalla sospensione cautelare del 4 settembre scorso e quindi la sanzione è già scaduta dal 4 marzo 2009. Il fiorettista azzurro è stato squalificato per la positività per furosemide, un diuretico, il 9 luglio 2008 agli Europei di Kiev, in conseguenza della quale fu escluso dalle Olimpiadi di Pechino. Le sanzioni possibili andavano da un'ammonizione a due anni di squalifica, ma il tribunale ha tenuto conto del fatto che Baldini non era mai risultato positivo ad alcun altro controllo, che aveva perso le Olimpiadi e che era stato sospeso dal 4 settembre.

Il tribunale della Fie "ha preso atto, pur non essendo vincolato da ciò, delle conclusioni della procura della Repubblica di Livorno sul fatto che una terza parte sconosciuta fu responsabile del fatto che l'atleta assunse la sostanza senza esserne consapevole": la Procura ha infatti archiviato una denuncia presentata contro ignoti da Baldini, affermando però nelle motivazioni che la tesi è sufficientemente provata ma che non è possibile individuare il responsabile. Baldini all'epoca aveva subito parlato di un complotto, alludendo anche al compagno di squadra Andrea Cassarà, che fu poi convocato al suo posto per i Giochi.

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