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29 aprile 2009

Doping, positività confermata. Rebellin: è un errore

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Davide Rebellin ha vinto la 73ma edizione della Freccia Vallone

Risultato positivo alla Cera, l'Epo di ultima generazione, il 37enne ciclista italiano parla di ''errore" e difende l'argento conquistato alle Olimpiadi di Pechino: "E' impossibile che io sia risultato positivo ad un test". Sospeso dal Coni e dal suo team

Il Coni lo sospende - Davide Rebellin respinge ogni accusa. Il ciclista italiano parla di "errore" e non comprende come si possa ricondurre al suo nome la positività di un medagliato italiano emersa dai controlli del CIO alle ultime Olimpiadi di Pechino. "Non so cosa sia successo, ma si tratta certamente di un errore", dice Rebellin in una intervista pubblicata oggi dalla Stampa. "E' impossibile che io sia risultato positivo ad un test", spiega, aggiungendo di non avere "niente da nascondere". Il Coni e la federciclismo hanno intanto confermato la positività all'Epo di ultima generazione, il Cera (Gianni Petrucci, presidente del Coni, ha fra l'altro sospeso con effetto immediato Davide Rebellin dal Club Olimpico e ha informato con una lettera il sottosegretario allo Sport, Rocco Crimi, di quanto ricevuto dal Cio, inviandogli una dettagliata relazione).

E lo stesso deve fare il team - Il team Diquigiovanni-Androni ha sospeso ufficialmente Rebellin dall'attività agonistica: la ho comunicato la formazione diretta da Gianni Savio, a seguito della positività al doping  riscontrata ai Giochi di Pechino 2008 del proprio leader, medaglia d'argento nella prova  olimpica in linea. "Il provvedimento è coerente con la nostra linea di assoluto rigore contro il doping ed e' momentaneamente  valido nell'attesa del responso delle controanalisi", si legge nella nota diffusa dalla Diquigiovanni. Il comunicato prosegue con alcune considerazioni sulla figura di Rebellin, vincitore mercoledì scorso della sua terza Freccia Vallone. "Premessa la totale estraneità della nostra squadra dalla presunta positività di Davide - prosegue la note - in quanto l'atleta nella passata stagione militava nella Gerolsteiner, restiamo sconcertati e increduli: speriamo che le  controanalisi possano dare ragione al corridore che si dichiara  innocente. Ce lo auguriamo veramente, perché in questo inizio  stagione abbiamo avuto modo di apprezzare le doti non solo  sportive, ma anche morali di Rebellin", conclude il comunicato.

Parla anche il patron - "Ho sentito Davide al telefono,  lui è amareggiato ma nello stesso tempo nega ogni addebito. E mi assicura che quanto successo non può essere vero". E' quanto dichiara all'ANSA, Lino Diquigiovanni, imprenditore di Brogliano (Vicenza) nel settore dei serramenti, patron della squadra con la quale Rebellin corre dall'inizio di quest'anno. "Davide mi ripete che è tutto a posto - aggiunge Diquigiovanni - e io gli credo, perché lui, assieme a Roberto Baggio, è un atleta che ho seguito sin dall'inizio della carriera e al quale voglio bene come un figlio. Anch'io sono sconcertato, chiedo solo che venga fatta maggiore chiarezza per capire un po' di più".

La convocazione di Torri - Ettore Torri, capo della Procura antidoping del Coni, ha convocato Davide Rebellin per lunedì alle ore 12 presso gli uffici dello Stadio Olimpico a Roma. Il ciclista veneto sarà ascoltato in merito alla positività all'epo Cera. Torri ha anche chiesto a Francesco Plotino, presidente del Tribunale nazionale antidoping, la sospensione cautelare dell'atleta e ha provveduto a prendere i primi contatti con la Procura della Repubblica di Roma. Plotino ha accolto la richiesta e ha sospeso Rebellin da ogni attività agonistica.

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