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09 maggio 2009

Uno, due, tre...Via. A Cavendish la prima battaglia del Giro

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Mark Cavendish si gode il bacio delle miss del Giro durante la premiazione

GIOVANNI BRUNO racconta la prima tappa del Giro del Centenario. A trionfare il giovanissimo ragazzo d’Inghilterra, dell’Isola di Man, ma è anche una vittoria della sua squadra, la Columbia-High Road. Bene Di Luca, attaccato alle gonne di Armstrong

di GIOVANNI BRUNO



Cinque, quattro, tre,due ,uno ….Via. Le cinque dita si chiudono a pugno, una bandiera rosa e il suo Direttore l’abbassa in contemporanea del giudice di partenza. Comincia così il Giro, comincia così la sua centesima edizione. Ieri le sensazioni, i propositi, le ambizioni….insomma le dichiarazioni di voto. Favoriti, non favoriti, percentuali, scommesse, pronostici. Oggi no, oggi si guarda correre, ci si gioca la prima maglia, una maglia molto importante, una maglia che vale 100, una maglia che trasuda storia… d’Italia e del Giro. Il lento partire per poi posizionarsi aerodinamicamente ha del fantascientifico. Caschi, abbigliamento e bici hanno un che di spaziale, le gambe no, quelle spingono e come. Spingono rapporti che hanno dell’impossibile, i cambi regolari e quel lento cadenzare diventa una macchina da guerra. La velocità aumenta, come aumenta la resistenza del vento, i cambi si ripetono e qualche vagoncino si perde ed allora i cambi si intensificano per dare quel continuo ritmo dettato dalla perdita graduale dei compagni d’avventura. Le gente è sulla strada, si agita, ondeggia, si sposta per vedere e catturare quel rapido passaggio e dire “io c’ero”, “ho visto”. Lo scenario dall’alto è magico come lo è il Giro. Le magie dall’alto si chiamano cronosquadre e Venezia con il suo Lido, un Lido denso di racconti che ha trovato il suo ennesimo rigo di narrazione, stavolta è lo sport, il ciclismo, il Giro.

Ecco fatto il Giro è partito . E quella maglia tanto importante, tanto significativa è andata ad un giovane, giovanissimo ragazzo d’Inghilterra, dell’Isola di Man: Mark Cavendish. O meglio è stata la sua squadra a vincere la Columbia-High Road, in una battaglia, secondo dopo secondo, chilometro dopo chilometro con la Garmin di David Millar e di Zabriskie (prima lo scorso anno) e l’Astana di Armstrong e Leipheimer. E’ il primo scontro e i distacchi sono minimi, anche se…. Sastre (vincitore del Tour) ed altri sono oltre i 45 secondi. Bene Di Luca, attaccato alle gonne di Armstrong. Un punto interrogativo per Basso e Cunego, forse meglio il secondo del primo in considerazione della squadra. Di certo Cavendish potrà festeggiare anche domani il suo primato rosa, 156 chilometri piatti, piatti da Jesolo a Trieste. L’inglesino, adottato dal nostro max Sciandri (passaporto inglese), ha ormai una seconda patria in toscana dove tra la passione delle volate e la collezione di lambrette, trova il tempo di vincere una Milano-Sanremo e qualche titolo su pista per sua maestà. Un fenomeno. Questo è stato l’inizio, dove ha vinto un giovane fenomeno, dove di lance se ne parlato anche troppo, dove degli italiani se ne parlerà, dove si sono festeggiati gli anni del Giro, dove si è scritto tantissimo… di tutto e nel tutto –come direbbe Peppino de Filippo - “e… vi ho detto tutto”.  Ora due giorni di attesa e già le prime montagne, le dolomiti, un’anomalia in Giro realmente rivoluzionario e, perché no, coraggioso che dovremmo senza dubbio interpretarlo.

Ultima riga… un nome: Candido Cannavò. Non posso non ricordarlo, in questa occasione.Troppe volte ci siamo trovati alla corsa rosa e troppi ricordi mi legano a lui. Anche oggi sbirciavo, commosso, sul traguardo e non sono riuscito a vederlo… allora ho alzato lo sguardo verso l’alto.

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