Caricamento in corso...
10 maggio 2009

La signora Petacchi: meno male che non ce la faceva...

print-icon
pet

Una voluta lunga tre giorni. Quella di Alessandro Petacchi sul traguardo di Trieste

PIER AUGUSTO STAGI raccoglie la confessione della moglie di AleJet, Anna Chiara: continuava a dirmi che era difficile vincere a Trieste. Ci pensava da giorni, un'ossessione vera. Ma noi siamo una famiglia normale che sogna una casa arca, ampia e spaziosa

di PIER AUGUSTO STAGI
direttore Tuttobici
da Trieste



Volata lunga? Lunghissima. «Ha cominciato a pensare alla volata di Trieste tre giorni fa. Non faceva altro che ripetermi: Se solo riuscissi a vincere a Trieste, potrei dedicare la vittoria al bimbo. Sai mi piacerebbe davvero tanto». 

Anna Chiara Petacchi ha il tono di chi si è finalmente tolto un peso. «Perché solo io so quanta pazienza si deve avere quando si ha a fianco un corridore. In particolare un corridore come Alessandro, che ha un orgoglio smisurato, una voglia di dimostrare di essere ancora il più forte nonostante i suoi 35 anni di età. Lui stima Mark (Cavedish, ndr), ma nessun corridore accetta a cuor leggero di andare in pensione e lui in pensione non ci vuole andare».

Ha cominciato a pensare a quella volata tre giorni fa e tre giorni prima la volata di Trieste era dura, difficile, al limite del possibile. «Non ce la fo Chiara, non ce la fo», ripeteva ossessivo. Anna Chiara, mamma paziente e premurosa per il piccolo Ale e per quello Grande dispensa serenità e perle di saggezza. «Ale se vinci siamo tutti felici, ma se non vinci tu resti sempre uno dei corridori più grandi del ciclismo italiano».

Ha cominciato a pensare a quella volata tre giorni fa, e la vigilia è stata una notte insonne. «Mi ha chiamato all’una e mezza di notte. Un saluto, un'ultima buonanotte prima della grande giornata, perché per Ale quella di Trieste era una grande giornata. Festa della mamma, festa del suo bimbo: ora che è in pace con se stesso, questa sera la festa sarà anche un po’ sua», dice Anna Chiara, mamma attenta e scrupolosa, che sogna una laurea in giurisprudenza (mancano due esami più la tesi, ndr) e una casa dei sogni. «Sempre a Lido di Camaiore, dove viviamo con Ale junior e una selva di animali. Il giardino è orma piccolo e i 200 metri quadri sembrano improvvisamente essersi ridotti con l’arrivo del bimbo. Abbiamo un sogno di una casa arca, ampia e spaziosa. Abbiamo tanti sogni, ma prima c’è la tesi, prima c’è Ale che vuole vincere ancora tanto, prima c’è da pensare e passare assieme tante vigilie». Tante notti insonni, tante videochiamate, per guardare in faccia l’amore e lasciarsi alle spalle gli avversari.

Tutti i siti Sky