11 maggio 2009

Valdobbiadene, sprint annunciato. Il Giro nel Prosecco

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Da Grado a Valdobbiadene (198 km), terza tappa del Giro d'Italia 2009. (foto per gentile concessione di Rcs Sport)

Il PUNTO TECNICO di Gian Luca Donato sulla terza tappa del Giro d'Italia. Da Grado a Conegliano, al termine di una lunga transumanza, si consumerà probabilmente la rivincita tra Petacchi, poderoso nella volata di Trieste, e la maglia rosa Cavendish

di GIAN LUCA DONATO



Un tappa dedicata forse agli amanti del buon bere, visto l'arrivo nella patria del Prosecco. Tappa simile alla precedente, con altra buona occasione per i velocisti prima dell'inizio delle tappe dolomitiche, quest'anno già in programma dalla quarta giornata di corsa. Da Grado a Conegliano, al termine di una lunga transumanza, si consumerà probabilmente la rivincita tra Petacchi, poderoso nella volata di forza di Trieste, e la maglia rosa Cavendish, sicuramente desideroso di non consentire un altro smacco allo spezzino. E se tra i due litiganti potrebbe inserirsi un Gatto, un Davis oppure un giovane Gavazzi, questa tappa non certo piattissima, potrebbe invece essere decisa diversamente, magari al termine della solita fuga vetrina da lontano, non certo pingue come quella di ieri protagonizzata dall'ardimentoso Scarselli. 

Le tre salitelle di San Pietro di Feletto, del Combai e di Santo Stefano potranno stuzzicare qualcuno a tentare la sortita, ma il gruppo ha tutto il tempo per rientrare e portare i velocisti in condizione di conquistare un altro successo. Considerando che le gambe dei comprimari sono ancora fresche, io tenterei una sortita dalla parti di Udine; sette-otto corridori al massimo, con le squadre ben rappresentate, cercando di avere come compagni di avventura almeno un paio di buoni passisti per garantire il ritmo alla fuga.

Sulle prime due salitelle, ed in particolare sulla prima (entrambe si affrontano nella granfondo amatoriale del Prosecco), proverei la gamba con un scatto per testare la reazione dei colleghi. Poi l'attesa fino a Santo Stefano per l'azione decisiva. Se si resta da soli bisogna avere birra nelle gambe per gli ultimi 10km kilometri quasi piatti. Se si rimane in due o tre, si hanno più speranze di arrivare. Poi, allo sprint, ci si deve affidare alla sorte o al colpo di mano, soprattutto se si è poco veloci. Negli ultimi tre kilometri forse ci sono un paio di punti buoni. E se va male, un buon bicchiere di Prosecco risolleverà gli animi per tentare il colpaccio un'altra volta.

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