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11 maggio 2009

Due con il rosa, o con il botto. Petacchi a braccia alzate

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Alessandro Petacchi fa bis e conquista la maglia rosa sul traguardo di Valdobbiadene

GIOVANNI BRUNO rivive le emozioni della terza tappa ed esalta il secondo successo consecutivo di Ale-jet con Cavendish attardato. Doppietta con maglia per il velocista della Lpr ed ora tutti zitti fino alle prime salite

di GIOVANNI BRUNO



Due vittorie e il titolo del primato, nulla da dire, tutti zitti...anche lui con un gesto imita il santo calcio. Peccato veniale. Un breve attimo poi deve piegarsi immediatamente sui freni per l'arrivo "carognesco" in bocca ai fotografi. Ale-jet è tornato, dopo il purgatorio della squalifica si riveste di rosa con altri due successi sulla linea della velocità, dove i reni danno l'ultima spinta e il coraggio è il vero motore di una forte gamba. Nulla da dire o da aggiungere, con o senza Cavendish. L'inglese si è arreso, un po' alla sfortuna e un po' alla tattica. Rimasto indietro, senza squadra, bloccato da una caduta generale con il gruppo spezzato in due a causa una strettoia. Ha provato a rientrare anche con l'aiuto del russo Menchov, uomo classifica Rabobank, ma davanti volavano a pochi chilometri dal traguardo.

Così è il ciclismo, la rosa si blocca e tutti giù sui pedali. Si è in tanti, si è all'inizio del Giro, i giochi si fanno adesso ed ogni spunto è buono. Nessuna recriminazione da parte del britannico, a tre chilometri, quando la strada si è leggermente alzata lui ha alzato bandiera bianca o rosa. Un finale di tappa, o una tappa densa di insidie e le insidie in questo Giro, per ora, si chiamano strettoie o restringimenti di carreggiata o intoppi stradali o problemi, tanti, e quest'oggi troppi. Tre cadute, due molto grosse, una molto grave. Quella grave riguarda il capitano della Garmin: Vandevelde, sospetta frattura del bacino.

Domenica frattura della clavicola per il primo ritirato Russ, oggi il secondo. Peccato per l'americano che lo scorso anno aveva vestito la maglia rosa ed aveva ben gareggiato sia in Italia che in Francia al Tour con un brillante quinto posto. Peccato che un probabile protagonista sia già fuori . Il gruppo in questi casi, in vista di strettoie o curve a gomito, come è avvenuto nella discesa del Combai, ondeggia, frena, sbanda, si accorcia come uno sciame di api e come uno sciame si blocca. L'ultima caduta, in un altro restringimento, a nove chilometri, e allora abbiamo visto che cosa vuol dire aggrovigliamento.

L'aggrovigliarsi è l'intrecciarsi tra corridori, qualcuno che non vuole poggiare i piedi a terra, qualcuno li poggia, qualcun altro  cade, altri smontano a modello ciclocross, con la bici in spalla, saltano con rapidità gli altri in terra e scappano via. Ecco dove si perde una tappa, un Giro. Cavendish ha perso li le ruote di Petacchi, proprio li è servita la lezione di domenica a Basso, Armstrong era già davanti, troppo furbo. Ora, alla vigilia del primo impegno in salita, sulle dolomiti, guardiamo al rosa di Petacchi (domani è un altro giorno), guardiamo all'ottimo Cunego, al bravo Di Luca, all'ottimista Basso, al prode Bruseghin, al vecchio Simoni, al presente Garzelli, al giovane Visconti, al nascosto Bosisio…Tanto domani si sale, una prima facile (San Martino di Castrozza) per una seconda più complessa (Alpe di Siusi) e quinto, in generale, è già Lance Armstrong, attenzione Italia, attenzione, il futuro governatore del Texas pedala facile. Ultime righe da dedicare a chi non verrà in Italia, neppure da turista. Si chiama Valverde,

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