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12 maggio 2009

San Martino, il Giro va in montagna. Occhio alle sorprese

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Da Padova a San Martino di Castrozza (162 km), quarta tappa del Giro 2009. (foto per gentile concessione di Rcs Sport)

Il PUNTO TECNICO di Gian Luca Donato sulla quarta tappa del Giro d'Italia. Da Padova a San Martino di Castrozza: forse questa prima frazione di montagna farà male. Non tanto per le due salite, quanto per la relativa lunghezza della tappa (162 km)

di GIAN LUCA DONATO



Nel Giro del Centenario le tappe alpine arrivano dopo soli 4 giorni. La grande novità della nuova creatura del gruppo di Zomegnan. E forse questa prima frazione di montagna farà male. Non tanto per le due salite in programma, quanto per la relativa lunghezza della tappa. Molti scalatori hanno sofferto spesso tappe corte e quindi sull'ascensione finale verso San Martino di Castrozza, non particolarmente dura, potrebbero esserci sorprese negative. Più che distacchi davanti, ci potrebbe essere qualcuno che pagherà pegno e secondi in questa ouverture dolomitica. 

E già nella tappa di ieri qualche caduta di troppo ha costretto qualche big come Menchov a pagare pegno. E nel pomeriggio di oggi è anche previsto qualche temporale isolato nella zona di arrivo che potrebbe bloccare le gambe di qualcuno.

Si parte comunque da Padova, lo strappo storico della Rosina sarà test utile per capire la condizione della gamba; e qui già un gruppetto potrebbe essersene andato, magari con qualche compagno di squadra dei big, pronto ad aiutare il proprio capitano nel finale, magari tra una salita e l'altra, se ci sarà battaglia sul Croce d'Aune, lato Pedavena, un po' meno arcigno di quello invece di Ponte d'Oltra; impegnativo soprattutto all'inizio.

Il lungo falso piano tra le due salite non credo favorisce troppo attacchi tra i pretendenti alla maglia rosa. Ed anche la salita finale, i 13km tra Fiera di Primiero e l'arrivo di San Martino di Castrozza, sotto le celebri Pale, non dovrebbe provocare particolari sconquassi in classifica. In fondo non si supera mai il 7% di pendenza, e gli ultimi 400m sono in pianura. Se però qualche squadra detterà un ritmo alto qualcuno dei big, come detto, potrebbe pagare questo primo sforzo di montagna, proprio in considerazione della brevità della tappa. E Basso e Armstrong sono sicuro saranno lì davanti con le loro squadre a dettare il ritmo; ma dietro vedo bene sia Cunego che Di Luca, particolarmente pimpanti ieri. Le salite ci sono. Come al solito saranno i corridori a fare la corsa.

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