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14 maggio 2009

Biografie da antologia: DinosAuro, Gigggetto e Marino

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I telecronisti RAI Davide Cassani e Auro Bulbarelli, miti del nostro tempo

CRISTIANO GATTI regala finalmente una pratica guida ai maggiori personaggi della squadra Rai. Il primo è Bulbarelli: quando urla "due primi" si riferisce ai minuti o alla pastasciutta? Il secondo è il pensatore Sgarbozza, il terzo è il soave Bartoletti...

di CRISTIANO GATTI                    
inviato de Il Giornale
da Mayrhofen im Zillertal (Austria)



Chiedo personalmente scusa agli amici di Sky: avrei dovuto offrire ben prima una pratica guida ai maggiori personaggi della squadra Rai, ma gli eventi della corsa in qualche modo hanno fatto passare in secondo piano il progetto. Finalmente, complice la calma di una tappa tra le adipose vacche d’Austria, posso colmare l’imperdonabile lacuna. Vado in ordine sparso con le prime biografie, ridotte allo stretto essenziale, ripromettendomi di completare la raccolta strada facendo.

DinosAuro Bulbarelli: è il volto più prestigioso del dream team (e tu pensa che cosa possono essere gli altri). Racconta il Giro per puro dovere d’ufficio: la sua vera ambizione, coltivata sin da piccolo, quando pesava centodieci chili, è dirigere il National Geographic. Nell’attesa di insediarsi sulla prestigiosa poltrona (opportunamente rinforzata), rompe quotidianamente l’anima alla nazione con le sue spiegazioni culturali. Sotto il profilo ciclistico, ha un problema: quando urla “due primi e quattro secondi”, è sempre difficile comprendere se si riferisca a un distacco o alla sua cena.

Giggggetto Sgarbozza: nativo di Grottaferrata, di cui viene considerato il più acuto pensatore, è l’unico intellettuale puro sul palco del “Processo alla tappa”. Accademico della Crusca (nota azienda ciociara di prodotti dietetici e lassativi), dotato di una lungimiranza fuori dal comune, è specialista in previsioni sul futuro. Instancabile studioso, passa ore e ore di dure letture sul testo più amato: “Le ultime quotazioni Snai”.

Marino Bartoletti: sosia del portavoce di Saddam, conferisce alle trasmissioni Rai un insostituibile tocco di soavità e di allegria. Grazie a questo suo talento d’inguaribile mattacchione, vanta un’invidiabile lista di inviti a commemorazioni e veglie funebri. Cresciuto alla scuola Rai del giornalismo scomodo, si stende quotidianamente a zerbino davanti a chiunque compaia sul palco (poi dimmi tu se non è giornalismo scomodo). Memorabile, all’Alpe di Siusi, la feroce provocazione all’indirizzo di Simoni: “Caro Gilberto, cosa stai tramando? Hai un faccino strano: io ti chiamo Gibo Sornioni”.

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