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14 maggio 2009

Si sconfina in Austria per la tappa più lunga del Giro

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Da Bressanone si sconfina in Austria a Mayrhofen Im Zillertal per la tappa più lunga del Giro 2009: 248 km. (foto per gentile concessione di Rcs Sport)

Il punto di GIANLUCA DONATO sulla sesta tappa del giro. Si parte da Bressanone e doppo 248 km si arriva a Mayrhofen Im Zillertal. Frazione lunga ed impegnativa con due belle salite. Potrebbe essere il giorno dei grandi delusi o delle fughe da lontano

di GIAN LUCA DONATO



Se l'Alpe di Siusi ha detto tanto ma non tutto, dopo le prime due tappe di salita, ecco la frazione più lunga del Giro; con deliziosa divagazione austriaca e due belle salite nella seconda parte.

Paesaggisticamente è una bella frazione. Non so quanto avranno voglia i girini di godersi le bellezze del sud Tirolo. Molti saranno stanchi, alcuni gasati come Menchov, Di Luca (al quale devo delle scuse ma sono contento che abbia smentito le mie impressioni dell'altro ieri, per amicizia e per il reciproco amore per l'Abruzzo), Basso; altri invece sono perplessi ma desiderosi di rivincite (Armstrong in primis). Oggi sull'Hochkrimml potrebbe tentare di recuperare il tempo perduto.

In genere queste frazioni maratona (oggi si sfiorano i 250km.) partono le fughe da lontano. Ed in effetti da Bressanone fino a Lienz c'è terreno per una bella "escursione", simile a quelle che la pista ciclabile consente d'estate a migliaia di appassionati di arrivare in Austria da Brunico senza incontrare autovetture.

Il Felbertauern non dovrebbe far male, se non appesantire un po’ le gambe. Poi - come detto - sui primi 13km del Hochkrimml, le pendenze tra 7-8% potrebbero stuzzicare coloro che hanno perso terreno nelle due precedenti tappe; magari trovando poi sulla lunga discesa verso il traguardo di Mayrhofen im Zillertal qualche compagno mandato opportunamente in avanscoperta.

Il ricordo della grande trenata al Tour dello scorso anno tra una salita e l'altra di Cancellara e Voigt in favore di Sastre, per far fuori Valverde e soci, è ancora nitido; e questo tipo di tattica spesso funziona. Poi, naturalmente, ci vogliono sempre le gambe. 

Bisognerà però vedere quanta voglia abbiano i primi in classifica di dar battaglia domani, e se qualcuno dei delusi di ieri vorrà recuperare un po’ di terreno perso nella tappa dell'Alpe di Siusi; atipica lo ricordo perché molto corta e pertanto non sempre adatta ai fondisti. Ieri uno di questi, Ivan Basso, ha dimostrato condizione e cattiveria agonistica. Vediamo se questi due elementi, abbinati ai mostruosi allenamenti di fondo svolti dal varesino durante la sosta forzata per la squalifica, potranno regalarci un Basso devastante nelle prossime tappe alpine e appenniniche. I segnali lo dimostrano, ma talvolta la strada smentisce le condizioni oggettive. Il ciclismo non è sempre matematica; anzi quasi mai. Solo allenamenti leggeri non fanno un corridore.

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