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15 maggio 2009

Il Girbecco, quell'orribile entità di un genio del marketing

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L'orribile entità si chiama Girbecco ed è la inquietante mascotte del Giro del Centenario

CRISTIANO GATTI segnala a mamme e nonne d'Italia la presenza inquietante di un mostro in carovana. Anni addietro si vedeva in circolazione il Ghiro d’Italia, un simpaticissimo pupazzone. Adesso è la volta di questo Coso che semina il terrore ogni mattina

di CRISTIANO GATTI                    
inviato de Il Giornale
da Chiavenna (So)



Attenzione, questo è un appello rivolto a tutte le mamme e le nonne d’Italia, a cura della Protezione civile: nel vostro interesse, se davvero amate le vostre creature, tenete lontani i bambini dal Giro d’Italia. Purtroppo, in carovana si aggira un essere mostruoso, che alla sola vista potrebbe arrestare irrimediabilmente lo sviluppo psicofisico dei piccoli. L’orribile entità si chiama Girbecco: anche il nome, come si può notare, è già di per sé ripugnante.

Come questo coso sia comparso in carovana è ancora abbastanza misterioso. Anni addietro si vedeva in circolazione il Ghiro d’Italia, un simpaticissimo pupazzone che solleticava la fantasia e l’allegria dei più piccoli. All’improvviso, il dramma: come nei più crudeli documentari del National Geographic, al centro della scena è comparso il Girbecco. Nonostante sia di taglia notevolmente più ridotta, si è pappato il Ghiro in modo truculento. Del povero Ghiro non si trova più nemmeno la carcassa.

Adesso la scena è tutta del Girbecco. Al mattino, nei raduni di partenza, sale sul palco e semina il terrore. Pare che un simile livello di orrore si sia reso possibile grazie ad evolutissime e costosissime ricerche di laboratorio, condotte dai geni creativi del marketing. Tanto lavoro, va riconosciuto, ha prodotto i frutti sperati.

Il Girbecco, presentato come nuova mascotte, è praticamente un corpo muscoloso e peloso, tipo body-guard, che ogni mattina si mette in testa una terrificante maschera in cuoio, dotata di corna tricolori, legata dietro con dei lacci sinistri. Il modello cui si sono ispirati i creativi è chiaramente la maschera di “Hannibal the Cannibal”, celebre personaggio del cinema horror. In questo caso, si può dire sia pure peggio, come dimostrano i pianti striduli delle scolaresche e le urla isteriche delle maestrine.

Niente da dire: i magnifici espertissimi del marketing possono andare fieri del proprio lavoro. Con il Girbecco sono riusciti a coronare finalmente la vera “mission” dell’ufficio: fare terra bruciata attorno al Giro, che notoriamente non ha bisogno di pubblico, tanto meno di bambini rompiballe. Il capolavoro ha l’ambizione di diventare storico. Il Girbecco vuole diventare la mascotte rosa per il secondo secolo di vita del Giro. Purtroppo, è serissimo il rischio che qualcuno lo abbatta prima a fucilate.

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