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15 maggio 2009

Lance sul pedale di guerra: ecco perché l'Astana non paga

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Lance Armstrong rileverà l'Astana insolvente? Le intenzioni del texano sono al centro di molte indiscrezioni

PIER AUGUSTO STAGI rivela cosa sta dietro alla guerra degli stipendi: Armstrong è pronto a calare l'asso nella manica per salvare la baracca. Vinokourov è pronto a calare il machete per tagliare i viveri a tutti. Bruyneel è pronto a calar le braghe

di PIER AUGUSTO STAGI
direttore Tuttobici
da Chiavenna (So)



La protesta si accende, più della corsa. Lotta dura senza paura. Lance Armstrong e compagnia pedalante sul pedale di guerra. Che non venga pagato il texano è cosa normale, perché il suo ritorno alle competizioni è solo in nome e per conto della sua Fondazione, quella Livestrong che lavora da anni per la lotta al cancro, che da due mesi non becchino lo stipendio gli altri della truppa, invece, non è cosa così normale e scontata. Sì dice: è la crisi. Ma non è così. Questo è solo quello che vogliono far credere. Questa è una bella e brutta storia di soldi e di ricatti.

Squadra nazione, l'Astana. Squadra in bolletta, l'Astana. Squadra nata per portare in giro l'immagine del Kazakistan e della sua capitale, l'Astana. In verità da qualche giorno, l'immagine non è bellissima: non pagano gli stipendi da due mesi. Non versano un solo quattrino alla formazione oggi capitanata da Lance Armstrong, ma nata tre anni fa per accompagnare nel mondo l'idolo di casa: Alexandre Vinokourov, finito poi miseramente anche lui nella rete del doping (emotrasfusione). Per questo hanno deciso di oscurare sei dei sette sponsor che al momento sono insolventi.

Armstrong dice di essere pronto a rilevare il team con un pool di sponsor e la sua Fonazione. Vinokourov è quasi pronto a tornare (dal 23 luglio) a correre dopo la squalifica. Bruyneel, il team-manager della squadra, si è adoperato a suo tempo per inserire una clausola nei contratti dei corridori: chi finisce nella rete del doping, chiude con il nostro team.

L'Astana non paga. Vinokourov sta finendo di pagare e nel frattempo si dice che abbia lavorato nell'ombra per far chiudere i rubinetti al governo del Kazakistan. Bruyneel l'altra sera ad alcuni giornalisti americani ha rivelato: "Vinokourov? Potrebbe tornare a correre con noi. Lui alla giustizia sportiva ha pagato un prezzo salato". E con il corridore kazako, il Kazakistan potrebbe tornare a pagare: gli stipendi. Armstrong è pronto a calare l'asso nella manica per salvare la baracca. Vinokourov è pronto a calare il machete per tagliare i viveri a tutti. Bruyneel è pronto a calar le braghe: forza della coerenza e del ricatto.

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