21 maggio 2009

Archiviata la crono delle Cinque Terre, via col Giro di voti

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Non è riuscito a difendere la maglia rosa, ma il voto a Di Luca dopo la 12ma tappa è pur sempre un dieci

PIER AUGUSTO STAGI dà i voti ai corridori più rappresentativi del Giro del Centenario al termine di una delle tappe più importanti e significative: la crono con partenza a Sestri Levante e arrivo a Riomaggiore, dopo 60,6 km

di PIER AUGUSTO STAGI
direttore Tuttobici
da Riomaggiore (SP)



Dopo dodici tappe e, soprattutto, archiviata la crono «monstre» delle Cinque Terre, il Giro tira le prime somme. Oggi la «corsa rosa» ha messo tutti in fila, pesando ad uno ad uno i 187 corridori rimasti in gara. Noi, in un gioco molto più lieve e meno spietato, li valutiamo stilando una nostra graduatoria al termine di una delle tappe più importanti e significative di questo Giro del Centenario.

Denis Menchov. 10. In questo Giro, fino a questo momento, non ha sbagliato una sola mossa. Gioca a nascondersi e si fa vedere solo quando serve. Conta le pedalate, che sono molte ed efficaci. Vince all¹Alpe di Siusi con una volata alla Cavendish. Vince la crono delle Cinque Terre, con una prestazione alla Amstrong: quello vero.

Levi Leipheimer. 7. Gli manca sempre un cent per fare un euro. Non vince la crono, scivola in classifica generale. A differenza di Menchov dispone di una grandissima squadra, ma nel ciclismo, anche quello moderno, ad un certo punto più che la squadra poterono le gambe. Mi sbaglierò, ma non lo vedo brillantissimo.

Danilo Di Luca. 10. In questa prima fase non ha nulla da invidiare a Menchov. Ha ottenuto davvero il massimo che poteva ottenere, anche se per lui, adesso, incomincia il difficile. Due vittorie di tappa, sette giorni in maglia rosa, una crono sulle strade delle Cinque Terre da otto pieno. Ora via all'attacco, verso Roma, passando per l'Abruzzo. Se Menchov il Giro non l'ha ancora vinto, Di Luca non l'ha certamente perso.

Franco Pellizotti. 8. Bravo nella crono delle Cinque Terre, caparbio ad osare sempre e comunque. Con Ivan Basso sarà l'uomo che può far saltare il banco. Unico problema: a favore di chi?

Carlos Sastre. 5. E' sempre lì, nelle prime posizioni, ma in salita fatica, a cronometro arranca. Tutti lo temono. Io temo che non sia quello di un anno fa al Tour.

Michael Rogers. 4. Solo un paio di sere fa il suo tecnico, Valerio Piva, era convinto di poter vincere il Giro con l'australiano. Oggi la riprova: nelle crono che contano, dopo giorni di logorio e fatica, non è competitivo nemmeno in un esercizio che conosce bene. Abbandoni sogni di gloria nei grandi Giri.

Ivan Basso. 6. Meriterebbe il voto di Sastre, ma a differenza del vincitore dell'ultimo Tour de France, Ivan viene da una lunga inattività, e nell'esercizio della cronometro, chiaramente, gli maca qualcosa. Gli diamo un sei di stima e di fiducia, in attesa di vederlo lottare nelle prossime tappe, dal San Luca ma soprattutto nel tappone di Monte Petrano.

Gilberto Simoni. 6. Nella crono fa quello che può, in salita... chi ha visto le salite?

Marzio Bruseghin. 5. Non è quello di un anno fa, lo ha riconosciuto anche lui, e nella crono delle Cinque terre è stato confermato dai tempi e dai distacchi.

Thomas Lovkvist. 5. Meriterebbe anche la sufficienza, ma visto che è un giovanissimo, stiamo un po' strettini di manica per il suo bene. Ha stoffa, su quello non c'è alcun dubbio, ma deve crescere ancora tanto.

Lance Armstrong. 6. Torna dopo quasi quattro anni di inattività. Torna a 38 anni. Torna dopo una frattura alla clavicola. Però se ne lascia alle spalle una vagonata: se lui è da pensione, cosa dovremmo dire degli altri?

Stefano Garzelli. 7. Sogni di classifica abbandonati, ma è certamente un guerriero nato che non lascia nulla di intentato. Merita il nostro plauso e almeno una tappa.

Damiano Cunego. 4. Che dire? E' come sparare sulla croce rossa. Non va. Punto.

J. M. Soler. 5. Fatica a stare in piedi, fatica a farsi apprezzare. Da oggi per lui inizia un nuovo Giro. Auguri.

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