29 maggio 2009

E' il gran giorno del Vesuvio. Di Luca, ora o mai più

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La diciannovesima tappa del Giro 2009: da Avellino al Vesuvio. (foto per gentile concessione di Rcs Sport)

GIAN LUCA DONATO presenta la diciannovesima tappa del Giro d'Italia, da Avellino al vulcano: 164 km che potrebbero essere l'ultima rampa di lancio per chi deve recuperare sulla maglia rosa Denis Menchov. Frazione spettacolare e molto suggestiva

di GIAN LUCA DONATO



E' il gran giorno del Vesuvio. Tappa non troppo lunga ma sicuramente impegnativa, con un paio di colli nella prima parte (valico Costapiana e picco Sant'Angelo) e il vulcano partenopeo che potrebbe essere l'ultima rampa di lancio per chi deve recuperare sulla maglia rosa.

La tappa sarà spettacolare e paesaggisticamente molto suggestiva, con il passaggio sulla costiera amalfitana. Da Salerno fino a Castellammare di Stabia, per un centinaio di kilometri, sarà un continuo di curve e ondulazioni, per assecondare la contorta morfologia del territorio marittimo dei golfi di Salerno e Napoli. Un tratto di strada adatto alle imboscate, quanto a mantenere un ritmo di corsa molto alto; ed in questo senso LPR e Liquigas dovranno inventarsi qualcosa per creare le giuste premesse ai loro capitani, e forse anche la Cervelò di Sastre, che dopo la crisi sul Blockhaus tenterà di salire sul podio. Costapiana e Picco Sant'Angelo sono due ascensioni non lunghe ma con tratti impegnativi; ottima occasione per alzare il ritmo e mandare qualche gregario in avanscoperta; una sorta di testa di ponte in vista dell'attacco finale.

Considerato che le forze in campo sono quelle che sono, dopo quasi venti giorni di battaglie e caldo, tutti attenderanno probabilmente il Vesuvio per attaccare a fondo; ma un Basso potrebbe partire anche da lontano se potrà contare su qualche compagno avanti e lo sviluppo della tappa avrà decimato la squadra della maglia rosa. Credo proprio che la Liquigas possa contribuire a rendere unica la tappa: o la va o la spacca. La salita finale è impegnativa, ma senza picchi impossibili (la pendenza massima è il 12% di un breve tratto verso il 5° kilometro). E' comunque una salita importante, con una media intorno al 7%. Dopo un inizio abbastanza dolce la salita si impenna quasi al 10% dopo il 4 kilometro e si mantiene sopra l'otto per cento fino al traguardo (eccetto un kilometro verso l'ottavo).

I corridori sono tutti stanchi. Sastre e Basso, che vogliono risalire la china, ci proveranno probabilmente dal cambio di pendenza, e con loro magari troveranno un Astana (Leipheimer o lo stesso Armstrong) a fargli compagnia. Di Luca e Menchov si studieranno, ma l'abruzzese ci proverà verso gli ultimi 3 kilometri, magari non ripetendo gli errori tattici di Monte Petrano. Pellizzotti, terzo incomodo, sicuramente cercherà di giocare di rimessa su un probabile attacco del compagno di squadra Basso. E' in condizione, ha morale e potrebbe anche sorprendere. Sarà battaglia, questo è sicuro. Mi piacerebbe potrebbe vedere però battaglia dalla costiera amalfitana; è la mia speranza, ma penso di poterla condividere con molti. Le premesse ci sono tutte, e a questo punto del Giro vale la pena provarci.

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