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30 maggio 2009

Mago Zom non digerisce i colli, neppure quello del Quirinale

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La strana coppia. L'anziano turista texano e Mago Zom a spasso, nella pianura (ovviamente) del Castello Sforzesco di Milano, prima dell'inizio del Giro

CRISTIANO GATTI regala un altro gustoso retroscena della corsa rosa. Al patron Angelo Zomegnan, che trova indigesti anche cavalcavia e sopraelevate, stava per prendere un coccolone quando ha letto i giornali che titolavano: "E dopo l’ultimo traguardo, il Giro sale al Colle dal presidente Napolitano". E attenzione: il vero vulcano non era il Vesuvio...

di CRISTIANO GATTI
inviato de Il Giornale
da Anagni (Fr)

 

Alla vigilia del gran finale romano, sono addirittura due le questioni che mettono a rumore la carovana del Giro d’Italia. La prima: torna in forse l’udienza che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, concederebbe domani sera al Quirinale, dopo l’arrivo della cronometro, a corridori e seguito della corsa rosa (ma scendere lui un’oretta a consegnare le maglie dei vincitori, troppo disturbo?).

Dopo aver condotto un abile lavoro di tessitura con i collaboratori più stretti della massima carica italiana, è lo stesso Angelo Zomegnan, ormai noto come Mago Zom per aver fatto sparire con un colpo di bacchetta le montagne storiche del Giro, a rimettere tutto in discussione. Non è escluso che all’ultimo momento l’intera operazione salti e non se ne faccia più niente. A irrigidire il Mago Zom il titolo letto sui giornali della mattina: “E dopo l’ultimo traguardo, il Giro sale al Colle”. Testimoni diretti raccontano che dopo aver sgranato gli occhi, il Mago Zom si sia prodotto in un’indignata esclamazione: “Coooolleeeeeeeee?!?!?”.

Poi c’è il secondo fatto molto inquietante, che per lunghi tratti ha tenuto il Giro con il fiato sospeso, alla partenza da Napoli. Ad un certo punto, mentre lo speaker ufficiale presentava al caloroso pubblico partenopeo gli eroi del gruppo, tutti hanno chiaramente avvertito un boato in lontananza. A qualcuno è sembrato di avvertire nettamente anche un leggero movimento tellurico. In preda alla sorpresa e all’inquietudine, inevitabilmente, atleti, seguito in ammiraglia e pubblico napoletano non hanno potuto fare a meno di pensare subito al temuto risveglio del Vesuvio. Si sono vissuti autentici momenti di panico: madri di famiglia si sono strette al seno le impaurite creature, i pensionati delle panchine di via Caracciolo hanno subito cercato di scrivere le ultime volontà sulla carta unta dei bomboloni.

Per fortuna, la fase di terrore si è risolta tutto sommato nel breve volgere di pochi minuti. E’ bastato che al raduno di partenza si presentasse un anonimo autista Rai per ridimensionare la portata dell’evento e calmare l’intera cittadinanza: “Ma no, ma quale Vesuvio. Tranquilli. Era solo Auro Bulbarelli. Ha passato una notte infernale, ma finalmente stamattina è riuscito a digerire l’impepata di cozze”.

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