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31 maggio 2009

Giro, ultimo atto. A Roma decide il cronometro

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T21

La planimetria della 21a tappa del Giro d'Italia 2009 (foto per gentile concessione di Rcs Sport)

Il punto tecnico di GIAN LUCA DONATO sulla tappa conclusiva della corsa in rosa: poco più di 14 Km di un tracciato nervoso con il fondo stradale disseminato qua e là dei tipici sanpietrini. Più dolore che gioia per i ciclisti

di GIAN LUCA DONATO



L'epilogo del Giro del Centenario sarà a Roma e sarà affidato al cronometro. Poco più di quattordici kilometri di un tracciato nervoso con il fondo stradale disseminato qua e là dei tipici sanpietrini, più dolore che gioia per i ciclisti. Sarà una prova nervosa, adatta agli specialisti potenti ma adatti al rilancio dell'azione vista la presenza di numerose curve. Ci saranno tratti in salita e un paio di discese impegnative.

La partenza ai Fori Imperiali, 200 metri prima dell'ingresso in piazza Venezia, e subito si sale verso via Nazionale attraverso via IV Novembre. I sampietrini in questa fase renderanno più faticoso prendere il ritmo; il tratto in salita non è difficile, ma si è appena partiti e questo può bastare per far salire subito le pulsazioni cardiache. Soltanto nel tunnel di via Milano sarà possibile cominciare a trovare il giusto assetto tra posizione, ritmo e respirazione. Curva a destra e su nuovamente verso piazza Barberini; proprio qui inizia il tratto più duro: 500 metri fino a largo Santa Susanna, dove servono potenza e scatto. Si svolta a destra bruscamente e comincia un tratto con curve a 90% prima di scendere nuovamente a piazza Barberini attraverso via Vittorio Veneto; discesa veloce. Altro cambio di ritmo per risalire dolcemente via Sistina fino all'incantevole terrazza di Trinità dei Monti. Questo tratto nei pressi di Villa Borghese è molto importante perché è finita la parte dura e si può cominciare a spingere il lungo rapporto; prima in questo tratto, poi nella discesa su piazza del Popolo e poi sul lungo rettilineo di via Cola di Rienzo.

Gli atleti dovranno prestare attenzione alla discesa da Villa Borghese, per un paio di tornanti e per lo stretto toboga in sanpietrini intorno a piazza del Popolo. Siamo soltanto al 5° kilometro e cominciano gli ultimi dieci che probabilmente faranno soffrire Di Luca, più scattista e meno passista di un Menchov. Pellizzotti invece potrebbe sfruttare bene entrambi i settori: all'attacco il primo e in una difesa attiva nel secondo.

La seconda parte è infatti sicuramente veloce. Due i problemi: le curve e l'asfalto in pietra che ne caratterizza una buona parte. Ma via di Cola di Rienzo e via del Corso saranno due tratti dove spingere a tutta. Tra il Campidoglio e il Circo Massimo proprio i sanpietrini potrebbero creare problemi ai corridori più leggeri. Il finale è facile, con lo strappetto conclusivo in prossimità del Colosseo, prima dell'arrivo all'inizio di via dei Fori Imperiali.

Di sicuro ci sarà poco tempo per respirare, e non sarà facile trovare il ritmo, e non soltanto nella prima parte. Conteranno le forze rimaste, ma soprattutto l'interpretazione dei cambi di ritmo. Forse più adatti i corridori potenti, ma Pellizzotti e anche Sastre potrebbero sorprendere anche oggi. Discorso a parte per Leipheimer e soprattutto Armstrong che cercheranno di chiudere magari con un successo parziale questo loro Giro, sicuramente con esiti opposti per i due americani. Basso non lo vedo adatto a questo tracciato. Mi aspetto infine un'altra grande prova di generosità da Garzelli, davvero il più generoso di questo Giro del Centenario.

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