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13 luglio 2009

Armstrong nel giorno di riposo: non sarà il mio ultimo Tour

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Lance Armstrong con il compagno di team Alberto Contador: rispettivamente 3° e 2° in classifica

Il bilancio del texano: "La prima settimana non è andata male. Stiamo dove volevamo essere. Ora ci saranno tre o quattro giorni che probabilmente non cambieranno la classifica, a Verbier bisognerà estrarre il coltello...". Martedì Limoges-Issoudun, 194 km

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Nel giorno di riposo della Grande Boucle. la parola a un protagonista ritrovato. "Probabilmente questo non sarà il mio ultimo Tour de France" ha detto Lance Armstrong all'emittente francese France 2 lasciando intendere di non voler ancora concludere la sua carriera. Tornato alle competizioni dopo tre anni, Armstrong che ha 37  anni, ha risposto alla domanda se quello in corso fosse il suo ultimo Tour: "Non dico né sì né no, dico probabilmente no. La prima settimana non è andata male - ha aggiunto -. Stiamo dove volevamo essere. La cronometro a squadre ha disegnato le gerarchie fra i favoriti".

Il Tour entrerà nel vivo con la quindicesima tappa, la temuta scalata verso il traguardo svizzero di Verbier. E' la previsione di Lance, che dopo la nona frazione conclusa a Tarbes è rimasto terzo in classifica generale con un ritardo di 8" da Rinaldo Nocentini, sulla carta destinato a perdere la maglia gialla quando la Grande Boucle tornerà a proporre pendenze impegnative.

"Ora ci saranno tre o quattro giorni che probabilmente non cambieranno la classifica", ha detto il texano del team Astana, sette volte vincitore del Tour: "Credo che tutti i favoriti considerino questa tappa di Verbier il prossimo grande test. La corsa ora inizierà a farsi molto più dura - ha aggiunto Armstrong - e la nostra squadra non sembrerà forte come ora. La situazione al momento è ancora troppo indefinita". Poi, da veterano del Tour, un consiglio agli avversari: "Onestamente, se fossi Cadel Evans, Andy Schleck o Carlos Sastre, aspetterei. Aspetterei il mio momento sulle Alpi - ha detto Armstrong - su salite come quella del Mont Ventoux. E' lì che darei il massimo, sono quelli i momenti in cui bisogna tirare fuori il coltello e dare tutto".

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