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27 luglio 2009

Tour, Spagna e Usa esaltano gli eroi Contador & Armstrong

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Alberto Contador e Lance Armstrong, compagni e rivali, sul podio di Parigi

Grandi tributi della stampa al vincitore (balzato in testa al ranking mondiale) e al rivale-compagno di squadra texano. Che confessa: i miei figli hanno ammirato un padre che non si arrende mai. IL VIDEO: IL MEGLIO DEL TOUR 2009

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La Spagna celebra il Re - La stampa spagnola celebra oggi con grandi titoli e foto in prima pagina il trionfo del "re Alberto Contador", che "fa storia" dopo essersi imposto solo "contro tutti" e aver conquistato la sua seconda vittoria al Tour. Per il quotidiano El Pais e lo sportivo AS, il 26enne corridore è senza dubbio il "re del  Tour", mentre Marca sottolinea che "Contador si incorona per la seconda volta a Parigi". Per El Pais, in particolare, il ciclista ha vinto quello che lui stesso ha definito "un doppio Tour, quello dell'albergo e quello della  strada", imponendosi nonostante i problemi nel suo team, con l'evidente favoritismo nei confronti di Lance Armstrong. Dopo il successo al Tour de France 2009, Alberto è anche il nuovo leader del ranking mondiale dell'Uci (l'Unione ciciclistica internazionale): grazie ai 264 punti guadagnati con il successo francese è balzato in vetta a quota 527.

Gli Usa esaltano Lance -
Un'impresa, a quattro anni e un giorno dal suo ritiro, a dieci mesi dal rientro, a 38 anni, che i giornali americani già rilanciano: l'anno prossimo, abbandonata l'Astana del compagno di squadra ma rivale Contador, con il nuovo team americano RadioShack, Lance Armstrong è il favorito scrive il Los Angeles Times. Armstrong è tornato per vincere dunque, non per accontentarsi delle briciole: il suo è un rientro non occasionale, non dettato dalla smania di successo, dai soldi o da altri oscuri fini.  Lui è tornato per aiutare la ricerca, per vincere il cancro. Una sfida che Lance ha già vinto a livello personale e che ora vuole continuare a combattere.

Forse anche per questo motivo Sports Illustrated esalta l'impresa del texano: "Lance è stato uno degli elementi più affascinanti del 96esimo Tour de France". "Il suo risultato è come una vittoria" secondo il New York Times che spiega: "La Grand Bucle 2009 è stata finalmente la corsa della rivalità Armstrong-Contador e non quella del doping". Ma non finisce qui, in America sono certi: Lance, l'anno prossimo non si accontenterà solo del podio.



Tutte le parole di Armstrong - Dice intanto Lance: "Tornare a correre è stato molto importante per me. E credo sia stato importante anche per la mia famiglia, per i miei figli, perché hanno visto un padre che non si arrende, e anche io ho dimostrato a me stesso di non arrendermi, e sono felice per questo. E se quando hanno scoperto la mia malattia mi avessero detto... un giorno arriverai terzo, non ci avrei creduto, proprio per quello che mi stava accadendo in quel momento. E adesso invece sono arrivato terzo, e sono contento per questo, e di me sono soddisfatti i miei figli, e anche la gente che ti circonda, gli amici, sono tutti orgogliosi".

"Il Lance dei sette tour vinti è diverso da quello di oggi. Non è così veloce... ma un ciclista diverso. Però so ancora di poter contare sulle mie qualità. Anzi, posso dire di essere cresciuto dal punto di vista tattico: so crearmi delle possibilità, e so anche che se un giovane scatta, non posso più andarlo a prendere subito. Devo essere più paziente... Il fatto che io sia qui, oggi, parla per me. Io ho avuto non ricordo quanti controlli antidoping. Controlli del sangue, di mattina, pomeriggio, sera, anche notte... prima della gara, dopo la gara... quattro anni dopo essere stato fuori dalle gare, a 38 anni... oggi sono quasi allo stesso livello dell'Armstrong che tutti conoscevano, e anche per questo c'è chi non si è convinto. Però io, nell'intero arco di tempo in cui sono stato fermo, sono stato sottoposto a un numero di controlli a cui nessun altro ciclista era stato sottoposto, nella storia di questo sport. A questo punto non so più come rispondere a chi mi accusa. I controlli parlano per me".

"Alberto Contador è fortissimo, per prima cosa. E poi ha la competizione nel sangue, e io lo apprezzo, perché so cosa significa. Quando in una squadra ci sono due corridori così competitivi, ed entrambi vogliono vincere... è stato normale essere attenti e nervosi nei giorni del Tour, anche se ci siamo continuati a rispettare. Ma alla fine di ogni tappa la considerazione a mente fredda era sempre la stessa: con due corridori così, una squadra non può perdere il Tour. Sono contento per il terzo posto e... sarò qui il prossimo anno.... con una nuova squadra".

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