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17 agosto 2009

Bolt: corro per diventare leggenda. IL VIDEO DELL'IMPRESA

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bol

Usain Bolt vuole diventare una leggenda dell'atletica. Ma non lo è già?

Con l'oro e il record del mondo ottenuto nei 100 metri ai Mondiali di Berlino, il velocista giamaicano è entrato nella storia: ''Volevo abbattere il muro dei 9"60. Sono riuscito a farlo e ora sono felice". GUARDA IL VIDEO DI SKY SPORT 24

Una serata da ricordare per  sempre, che per Usain Bolt vale 160 mila dollari: 60 mila per la vittoria e 100 mila come bonus per il nuovo record del mondo dei 100. L'Airone Usain Bolt continua a volare, è alto 1.96 ma  corre più veloce di ogni altri uomo nella storia, non gli basta neanche aver fatto segnare un 9"58 da fantascienza. Così quasi due ore dopo il suo successo, assolto l'obbligo della conferenza stampa, torna sulla pista azzurra dell'Olympiastadion ormai deserto per una sgambata molto leggera che manda in visibilio i volontari e gli operatori ancora presenti. Indossa una maglietta  verde con scritto "World Record" ed è prodigo di autografi e sorrisi, per la gioia degli sponsor che adesso continueranno a coprirlo d'oro.

Ma Bolt si sente una leggenda vivente? "Ci sto lavorando sopra con impegno - è la risposta - e potete star certi che anche nelle prossime stagioni continuerò a lavorare per questo. Non so quando stabilirò il mio nuovo record, ma tutto è possibile. Io stasera volevo abbattere il muro dei 9"60, era un traguardo fantastico questo che mi ero dato ma sono riuscito a centrarlo e ora sono felice". Vincere oggi è stato più facile  del previsto? "Ho avuto una buona partenza - sostiene Bolt - e  ai 50 metri mi sono reso conto che era tutto sotto controllo. Poi il resto della corsa è andato tutto bene".

In semifinale Bolt aveva fatto una falsa partenza che se fossero state già in  vigore le nuove regole Iaaf gli sarebbe costata carissima, ovvero la squalifica. "L'ho fatto perché in quel momento era molto eccitato, succede". Il marziano della Giamaica ha voglia di ridere, scherzare e fare smorfie, anche in pista, ma quando arriva il momento della gara trova sempre la concentrazione giusta: qual è il segreto? "Quando devo correre, e quando c'è un campionato del mondo, so sempre cosa fare e non mi faccio distrarre - dice -. E' facile  trovare gli stimoli giusti, ed è stato un onore affrontare e battere questi avversari: competere con avversari come Tyson Gay ed Asafa Powell rende grande non solo me ma soprattutto l'atletica". Il presidente della Iaaf Lamine Diack, presente anche lui alla conferenza stampa, gongola seduto accanto a Gay e  ammette che "questa finale e' stata un grande spot per la nostra disciplina".

Ora Bolt promette vittoria e record del mondo anche nella finale dei 200 del 20 agosto? "Sarà molto più difficile - è la risposta del giamaicano -: ce la metterò tutta ma sarà terribile". Di poche parole, come al solito, un Tyson Gay che non sembra particolarmente deluso, perché consapevole di aver dato il massimo. Con Bolt parla, scambia qualche sorriso e pacche sulle  spalle, poi si mette in posa per le foto ricordo insieme. "Sono contento - spiega - perché ho corso come potevo, ho dato il 100% e contro un Bolt cosi', che ha ottenuto un primato del genere, più di questo non era possibile". Come si sente in vista della rivincita sui 200? "In questo momento non so  neppure se ci sarò - dice Gay - perché ho di nuovo dolore agli adduttori: deciderò se correre soltanto dopo essermi fatto visitare e quindi saranno i medici a dirmi cosa devo fare".

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