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23 agosto 2009

Bolt: ora dite a Schumacher che posso battere anche lui

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Usain Bolt col sindaco di Berlino, cui ha donato la scarpetta del record sui 100

Lo sprinter giamaicano riceve un pezzo di Muro (pesante 2,7 tonnellate) dal borgomastro di Berlino e scherza: "Io sono più rapido di chiunque e posso battere anche lui su quattro ruote". GUARDA LA GALLERY

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"Dite a Schumacher di venire con la sua auto e faremo una sfida. Io sono più rapido di chiunque e posso battere anche lui su quattro ruote". Usain Bolt lancia  la sfida impossibile al sette volte campione del mondo con la Ferrari confermando oggi, a margine dell'affollata cerimonia in cui ha ricevuto dal borgomastro di Berlino, Klaus Wovereit, un pezzo originale del Muro abbattuto nel 1989, le parole pronunciate ieri notte, dopo la gara della 4X100, ai microfoni dell'emittente brasiliana Sport Tv.

Davvero ha detto che si sente pronto a sfidare Schumi? "Certo che sì, lui è un grande e tutti e due amiamo la velocità, quindi abbiamo qualcosa in comune. Ma io vincerei anche contro di lui", aggiunge ridendo. E sempre a proposito di piloti e di vetture: "Cosa voglio adesso? A parte andarmene in vacanza, un'automobile nuova, perché in questo momento ne ho davvero bisogno. Voglio una Bmw". Magari come quella che ha distrutto in un incidente stradale nell'aprile scorso, e che all'uomo più veloce del mondo era stata regalata dal suo sponsor Puma come premio per le  imprese di Pechino.

E visto che il 'gigante' tedesco dell'abbigliamento sportivo veste anche piloti, staff e meccanici della Ferrari chissà che il duello tra il fuoriclasse della F1 e quello dello sprint non si realizzi davvero, magari a metà strada (né 100 metri in pista, né corsa in auto). Se è stato possibile allestire una sfida tra un ghepardo ed il rugbista sudafricano Bryan Habana, forse davvero "everything is  possible" come ripete spesso Bolt.

A parte questo, oggi Bolt ha ricevuto un altro premio, un pezzo del Muro di Berlino alto 3.60 metri, profondo 1.20 e pesante 2,7 tonnellate. "E adesso come lo porto a casa?", ha scherzato davanti ai fotografi, per i quali poi ha finto di sollevare l'originale dono."Forse era meglio se mi davate la riproduzione", ha aggiunto riferendosi alle copie in porcellana, che presto verranno commercializzate dalla Rosenthal, di questo pezzo decorato appositamente per lui da Abraham, un giovane artista di Lipsia che in Germania va per la maggiore e che con la tecnica dell'aerosol ha disegnato sul muro l'immagine di Bolt in corsa, sullo sfondo della bandiera giamaicana.

Il re della velocità ha contraccambiato regalando al borgomastro di Berlino la scarpa sinistra, autografata, con cui ha corso la finale dei 100 metri di Berlino, stabilendo il nuovo record mondiale di 9"58. "Grazie a Bolt che ci ha entusiasmato prima con i suoi fantastici record e poi mettendosi la maglietta con la scritta  'Ich bin ein Berlino' in occasione della finale dei 200", ha detto il borgomastro. La risposta è stata che "sarò per sempre un po' berlinese, qui la gente mi ha dato tanto affetto e spero di aver ripagato. Il dono che oggi mi viene fatto è davvero speciale". Il problema sarà portarlo a casa.

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