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01 settembre 2009

Milano diventa capitale della Boxe, oggi partono i Mondiali

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Il presidente e il campione. Franco Falcinelli e Roberto Cammarelle durante la cerimonia d'inaugurazione dei Mondiali di Milano

Il conto alla rovescia si è azzerato, da oggi fino al 12 settembre il Forum di Assago si apre al grande pugilato per ospitare i Mondiali dilettanti, quelli in cui l'Italia può contare su Cammarelle, Russo, Valentino e Picardi

Il conto alla rovescia si è azzerato, da oggi il Forum di Assago si apre al grande pugilato, per ospitare i Mondiali dilettanti, quelli in cui l'Italia deve confermare il ritorno su ottimi livelli evidenziato alle Olimpiadi di Pechino. Russo e Cammarelle, punte della squadra azzurra, sono attesi ad una nuova finale, ma il cammino per arrivarci non sarà agevole visto l'elevato livello generale. Da quando è caduto il muro di Berlino e c'è stata la disgregazione dell'impero sovietico l'Italia ha vinto in tutto 2 ori, 1 argento ed 8 bronzi. Regina della boxe dilettantistica continua ad essere Cuba (32 ori), ma anche la Russia (17 ori) non scherza.

L'edizione di Milano 2009 sarà la prima dei Mondiali ospitata dall'Italia. Saranno presenti 140 nazioni con oltre 630 pugili partecipanti: tra loro due ragazzini che non hanno ancora compiuto i 17 anni. Sono Gregorio Richter, peso leggero delle Antille Olandesi nato il 31 ottobre del 1992, e Sanneh Osman del Gambia (categoria 64 kg.) che sui documenti ha com  data di nascita quel 29 dicembre (sempre del 1992) che ne fa il pugile più giovane in assoluto di questi Mondiali. Il veterano è il liberiano Marcus Haregrave, peso medio che ha compiuto 34 anni il 14 aprile scorso. Tra i più 'pericolosi', non solo per i pugni, si segnala il peso massimo tagiko Dzhakhon Kurbanov,  che in un match delle Olimpiadi di Pechino venne squalificato per aver emulato Tyson, mordendo sul ring l'avversario kazako Yerkebulan Shynaliyev, che si ritrovò con una spalla sanguinante.

Gli azzurri che saliranno sul ring saranno dieci, e secondo il ct Francesco Damiani, "i numeri di questo mondiale sono impressionanti. La nostra nazionale è carica e motivata, anche perché è al centro dell'attenzione e questo ci gratifica. In questo Mondiale spero che si riconfermino i campioni - dice ancora Damiani -. Si sono allenati bene, ma oltre a Picardi,  Valentino, Russo e Cammarelle, vorrei che anche i più giovani potessero distinguersi. Confido molto nei miei azzurri".
Se Russo (campione del mondo uscente nei massimi) e Cammarelle (oro olimpico nei super massimi) sono i favoriti nelle rispettive categorie, lo stesso si può dire anche di un pugile che non ha fatto bene a Pechino ma che rimane di caratura internazionale: si tratta del peso leggero Domenico Valentino, quest'anno ancora imbattuto e fermamente intenzionato a riscattare la delusione olimpica.

Assieme al russo Selimov, al cubano Torrente, all'armeno Javakhyan ed al cinese Hu dovrebbe lottare per il podio. "Non vedo l'ora di salire sul ring - dice Valentino -. L'Olimpiade di Pechino non l'ho ancora digerita, e la delusione della sconfitta agli ottavi rimane lì: ci penso quasi ogni mattina ". Valentino non ha brillato nei Giochi  cinesi, ma negli dispari ha sempre fatto bene: bronzo ai  Mondiali di Mianyang nel 2005 e argento di Chicago nel 2007.  "Il mio obiettivo a Milano è superare il primo turno - dice - poi vediamo di affrontare un avversario per volta. Pechino brucia ancora, ma la stagione in corso sta andando bene: 13 match ed altrettante vittorie, compreso l'oro ai Giochi del  Mediterraneo".

Ottimista anche il grande Nino Benvenuti, presenza che non poteva mancare in questa rassegna milanese. Per l'oro olimpico di Roma 1960, poi campione del mondo dei medi tra i  professionisti "in questa edizione dei Mondiali saranno gli italiani la squadra da battere. Il vento è cambiato - continua  Benvenuti -: adesso siamo noi che possiamo permetterci di tenere  tra i dilettanti i nostri migliori pugili come facevano prima i Paesi dell'est. Quindi è l'Italia la squadra da battere con  campioni come Cammarelle e Russo".

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