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13 settembre 2009

Boxe, Valentino a Saviano: Marcianise non è Gomorra

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Una delle più celebri scene del film tratto dall'omonimo romanzo di Saviano, "Gomorra"

Il neocampione del mondo dei pesi leggeri risponde allo scrittore: "E' un grande, tutto quello che ha scritto oggi in prima pagina su Repubblica è vero. Ma la mia città sta cambiando, gli anni bui sono lontani". LA GALLERY

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Non chiamatela Gomorra "perché Marcianise oggi è cambiata, non è più la cittadina di 15-20  anni fa. E' una cittadina in costante crescita dove regna lo sport, dove ci sono tanti giovani". Parola di Domenico "Mirko" Valentino, neo campione del mondo dei pesi leggeri.

Valentino, a Marcianise, popoloso centro a una manciata di chilometri da Caserta, c'è nato, è cresciuto e ci vive. E qui si e' avvicinato al pugilato. "La conosco bene, oggi Marcianise è molto diversa", ribadisce Valentino. Una cittadina che vuole scrollarsi di dosso gli anni in cui la criminalità organizzata la faceva da padrona. "Ho letto Gomorra - dice - conosco bene Roberto Saviano, ieri era ad Assago a vedere la finale e dopo abbiamo fatto una chiacchierata. E' un grande, tutto quello che ha scritto oggi in prima pagina su Repubblica è vero. Oggi Marcianise sta cambiando. E' una città che sta crescendo e gli anni bui sono lontani".

Marcianise ha un record tutto suo, ha espresso tre campioni del mondo di pugilato - Tommaso Russo nel 1991, Clemente Russo nel 2007 e Domenico Valentino ieri, ma anche medaglie olimpiche come il bronzo di Angelo Musone a Los Angeles'84 e l'argento di Russo a Pechino 2008 - perché qui il pugilato è tradizione e  per tanto tempo le palestre sono state l'unica alternativa per i giovani del posto. "Oggi però non è così - dice Valentino -  la nostra città esprime tanti altri sport, i giovani si dedicano al calcio come alla pallavolo o al basket, e questo è un bene".

Ha 24 anni Domenico Valentino ma il suo palmares è già ricco. Prima dell'oro mondiale di ieri, ha vinto un argento e un bronzo: "il più medagliato a Marcianise sono io", dice con un pizzico di orgoglio, "anche se poi Clemente Russo ha una medaglia olimpica". Una rivalità, quella con Russo, marcianisano come Valentino, sana, che alimenta la passione per questo sport. "C'è competizione - aggiunge Valentino - ma è una competizione tra amici che non può che far bene alla nostra città e a questo sport. Perché già so che da domani le  palestre di Marcianise saranno zeppe di bambini che verranno a imparare la boxe per emularci. E questo è importante. I giovani hanno bisogno di obiettivi per non lasciarsi tentare da altro e fare sport è importante".

Al pugilato Mirko, come lo chiamano  tutti, si è avvicinato quasi per caso: "Avevo 14 anni ed accompagnavo mio fratello in palestra. E così da un giorno all'altro mi sono ritrovato sul ring". Dieci anni di allenamenti e sacrifici fino a ieri: "Ancora non ci credo che ho vinto il mondiale - dice mentre torna, in treno, da Milano -. Mi sembra un sogno, faccio fatica a credere che sia tutto vero. Ero andato vicino alla vittoria a Chicago nel 2007 quando ho combattuto con una mano rotta. Ieri mi sono rifatto". Da Chicago ad Assago passando per la delusione Pechino: "E' stata un'annata difficile - racconta - l'infortunio alla mano mi ha condizionato. Poi mi sono curato e oggi la mano destra va più forte di prima".

Cresciuto nella palestra 'Medaglia d'oro' con il maestro Raffaele Munno, oggi Valentinoè tesserato per le  Fiamme Oro ed è poliziotto: "Una opportunità per poterci dedicare a questo sport e avere maggiore tranquillità dal punto di vista economico". E il futuro? "Andiamo passo dopo passo: prima ci sono gli  Europei, poi le qualificazioni olimpiche e poi Londra 2012", dove Valentino conta di esserci. Nel frattempo si prepara a ricevere i festeggiamenti della sua città.

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