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13 ottobre 2009

Morte Vandenbroucke, ultima notte con una donna senegalese

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Giallo Vandenbroucke. Secondo le prime ricostruzioni il ciclista belga avrebbe trascorso l'ultima notte con una donna senegalese. Qui ai tempi della Mapei con l'allora campione del Mondo Johan Musseuw (foto ap)

Il ciclista belga, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe rientrato all'Hotel Maison bleue di Saly accompagnato da una ragazza del posto. Lo zio Jean-Luc, suo primo ds ai tempi della Lotto: "Temevo che potesse finire male, alla Pantani"

La ricostruzione - Il ciclista Frank Vandenbroucke, trovato morto ieri sera in un albergo della stazione balneare di Saly, in Senegal, dove si trovava in vacanza, ha passato la sua ultima notte con una ragazza. Lo ha detto alla televisione belga  Rtbf, Fabio Polazzi, un giovane corridore di 24 anni, amico di Vandenbroucke, con lui nel paese africano. I due ciclisti erano arrivati in Senegal alle 17 di domenica sera, avevano passato alcune ore in un ristorante, avevano bevuto e poi Vandenbroucke aveva detto all'amico che aveva un appuntamento con una ragazza.

Era mezzanotte, ricostruisce Polazzi, e ci saremmo dovuti rivedere il mattino successivo. Non vedendolo rientrare, l'amico ha provato a contattarlo ai suoi due telefoni cellulari, ma senza successo. La fine del suo amico la conoscerà, racconta, solo dalla polizia nel pomeriggio, quando gli agenti gli hanno chiesto di riconoscere i vestiti di Frank Vandenbroucke. Il corpo senza vita era stato ritrovato all'hotel "Maison bleue". La ragazza, riferiscono i giornali del Belgio, dopo essere stata interrogata dalla polizia ha detto che il ciclista si è sentito male ed è svenuto.

La donna con cui Vandenbroucke si è accompagnato ieri sera era di nazionalità senegalese. Lo ha rivelato un dipendente dello stabilimento balneare precisando che il corridore belga è arrivato nella notte tra domenica e lunedì nell'albergo 'La casa blu' "erano le due del mattino. Quando è arrivato era ubriaco. Era in compagnia di una senegalese. Era qui per restare una notte, gli abbiamo servito una birra", ha detto il dipendente che ha voluto restare sotto anonimato. "Verso le 4:00 del mattino la sua compagna è venuta a chiedere uno straccio perché lui aveva vomitato" ha precisato  il dipendente dopo essere stato interrogato dalla polizia. Il corridore belga aveva rifiutato di "fornire le sue generalità  e i documenti, la donna che lo accompagnava si è registrata al suo posto". "Fino alle 13:00 non è uscito dalla stanza. Verso  le 20:00 il titolare mi ha chiamato e mi ha detto che il cliente era morto".

Le reazioni - Un'embolia polmonare la probabile causa del decesso. Secondo quanto scrive il quotidiano Le Soir sul comodino della sua stanza sarebbero stati trovati tranquillanti ed insulina. "L'unica cosa di cui si può accusare il mondo del ciclismo è di averlo fatto passare professionista a 19 anni, prima di chiunque altro", dice il padre Jean-Jacques Vandenbroucke in una dichiarazione riportata dal quotidiano francese 'L'Equipe'. "Forse era ancora troppo fragile, ma nessuno di noi può mettere in discussione il suo talento. Lo abbiamo lasciato nelle mani dei  direttori sportivi e dei manager, nei meccanismi del sistema-squadra. E' stata la fine. Forse sarebbe stato meglio farlo diventare professionista a 22-23 anni come succede a molti, con un po' di  maturità in più. Ma non era nello sport che aveva problemi, ma nella sua vita privata in cui si e' fatto molto male".

Per lo zio Jean-Luc Vandenbroucke, primo direttore sportivo di suo nipote ai tempi della Lotto, la sua tragica fine "non è che una mezza sorpresa". "Sapevamo che Frank non stava bene, che aveva continui sbalzi d'umore. Temevo che potesse finire male, alla Pantani, perché Frank ha avuto un percorso difficile". Nei prossimi giorni  dovrebbe essere effettuata l'autopsia sul corpo di Vandenbroucke per fare chiarezza sulle cause della sua morte.

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