28 settembre 2010

Addio al "cavallo pazzo dello sci". E' morto Erwin Stricker

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Erwin Stricker, ex campione di sci e della "valanga azzurra" dal 1969 al 1978

L'ex sciatore italiano fece parte della mitica "valanga azzurra" dal 1969 al 1978. Appena sessantenne, negli ultimi anni si affermò come imprenditore. Il cordoglio di Thoeni: "Un mese fa ero a Merano per il suo compleanno". GUARDA LA GALLERY E IL VIDEO

E' morto all'ospedale di Bolzano Erwin Stricker, 60 anni, ex campione di sci e soprattutto uomo pieno di iniziative e idee, per questo la stampa gli diede il sopranome il "cavallo pazzo dello sci". Stricker gareggiò per la nazionale italiana dal 1969 al 1978 e fece parte della mitica 'valanga azzurra'. La sua carriera fu costellata da alcuni successi, ma anche da una serie di gravi infortuni. L'altoatesino è diventato famoso per alcune innovazioni applicate allo sci alpino, come ginocchiere, speciali caschi e bastoni per lo slalom. Negli ultimi anni si affermò come imprenditore con iniziative come 'Rent a sport', noleggio di attrezzi sportivi, ProNeve, una piattaforma di lavoro per la produzione della neve artificiale, e anche come 'ambasciatore' del turismo invernale in Russia e in Cina.

"Ancora non ci posso credere. Non riesco a rendermi conto. Solo un mese fa ero a Merano, alla sua festa per i 60 anni. Se ne è andato un amico, uno che come pochi amava la neve e lo sci, un uomo coraggioso ed un pioniere capace sempre di innovare". Gustav Thoeni ha la voce rotta dall'emozione quando ricorda Erwin Stricker, suo ex compagno di squadra nella valanga azzurra, improvvisamente scomparso. "Erwin era un bravissimo sciatore, uno che andava bene in tutte le discipline. Un atleta - racconta Thoeni - che era soprattutto pieno di coraggio. Ma è anche stato uno dei primi atleti a sapersi muovere con il mondo delle imprese. Chiamava le aziende, chiedeva modifiche, chiedeva novità per migliorare la nostra attrezzatura e per migliorare il nostro sport. E poi Erwin è stato uno che ha viaggiato molto, dalla Russia alla Cina, soprattutto negli ultimi tempi. Si muoveva perfettamente a proprio agio in questi Paesi emergenti, in questi nuovi mercati degli sporti invernali visti anche come nuovi bacini di futuri campioni".

"Stricker non è più tra noi. Ci lascia un grande uomo di sport. Un campione dentro e fuori le piste da sci". L'azzurro di sci Peter Fill ricorda così Erwin Stricker, il celebre campione degli anni '70 scomparso. "Vorrei dedicare questi  pensieri in ricordo di un uomo e un campione che ho avuto la fortuna di conoscere ed apprezzare. Ho conosciuto Erwin sulle piste della  Coppa del Mondo che lui amava frequentare non solo per lavoro, ma  soprattutto per stare in mezzo a noi atleti che ha sempre cercato di  aiutare e proteggere con i suoi consigli e la sua esperienza; consigli che ti trasmetteva con la forza e la schietta onestà che lo  caratterizzavano. Parole sempre dirette - aggiunge - e sincere. Stricker viveva con forza ed energia che si trasformavano in mille idee, era un vero vulcano di idee". "Ricordo come da una sua idea lo scorso inverno abbiamo  sviluppato in Alto Adige, assieme al mio manager Andreas Goller, una  bellissima campagna di sensibilizzazione dei maestri di sci per  l'utilizzo del casco sulle piste da sci, promossa dalla Provincia di  Bolzano con Assisport Alto Adige. L'ultima volta che ho avuto modo di  incontrare Erwin - racconta Fill - è stato a Carezza a fine agosto al  Multivision Show del fotografo di Formula 1 Ercole Colombo. In quell'occasione, Stricker era splendente ed energico  come al solito e ricordo che mi ha salutato con la sua consueta stretta di mano che lo rappresentava perfettamente: forte da farti  male ma allo stesso tempo sincera e da vero amico".

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