26 maggio 2011

Bolt superstar del Golden Gala: ma che fatica essere Bolt...

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Usain Bolt, la superstar del Golden Gala romano di stasera

Stasera a Roma il primatista del mondo dei 100 e dei 200 è il campione più atteso. "Ho risvegliato l'atletica da un periodo in cui era troppo bella addormentata, ma sono condannato a fare record, altrimenti chi viene si sente derubato". GUARDA LE FOTO

FOTO: Marley e le Olimpiadi: ecco la divisa per Bolt - Bolt uomo jet in pista sulla nuova Ferrari- Bolt a Roma: correre qui un'emozione. Le foto dell'arrivo

"Ho risvegliato l'atletica da un periodo in cui era troppo bella addormentata. L'ho resa più cool, più attraente per tutti. Per la prossima finale olimpica dei 100 metri ci sono un milione di richieste. Io smuovo ma sono condannato a fare record, altrimenti chi viene si sente derubato. Onestamente non ce la posso sempre fare. Mi sono migliorato sei volte in due anni e sempre in occasioni importanti. Pago la fatica anche io e pure l'orgoglio": così Usain Bolt, l'uomo più veloce del mondo - che stasera sarà protagonista a Roma al Golden Gala - in una intervista a Repubblica.

Dopo nove mesi di assenza dalle piste, Bolt ha infatti scelto Roma per il suo debutto stagionale e stasera si preannunciano 100 metri avvicenti, distanza sulla quale il giamaicano detiene il record del mondo con il crono di 9"58. Bolt stasera sarà uomo o marziano? "Sarò uomo - dice - con tutte le paure, i dubbi, il nervosismo. E' la mia prima gara dopo nove mesi. Sono il primo a non voler essere deluso da me stesso ma sui 100 metri dovrò ritrovare sensazioni e certezze. I primi 30 metri per me sono sempre difficili - spiega - sono troppo alto, questione di baricentro, fatico ad uscire dai blocchi, i primi tre appoggi mi danno problemi. Asafa Powell in quel punto può prendersi un vantaggio, poi spero che i miei nuovi muscoli mi diano forza e velocità per sfilare via".

Bolt parla quindi di quanto sia difficile essere Usain Bolt: "Restare in cima è più duro e impegnativo. Io sono nello sport da quando avevo sei anni - dice - mi piace l'ambiente, non avrei fatto altro né sono capace di fare altro. Il mio sogno era diventare campione olimpico e ce l'ho fatta ma la vita non si ferma alla salita, a guardare tutti dall'alto, devo difendere il mio pezzo di terra conquistato, impegnarmi, stare attento. Ci sono giorni in cui non mi va di fare Bolt, non mi va di andare in campo, in palestra di dover essere il fenomeno. Poi penso: tutto quello che ho, tutto quello che sono lo devo all'atletica. Mi sacrifico, ma sono anche ricompensato. Correre non è più un gioco ma resta una cosa bella. Anche con i doveri".

Parlando dei suoi record, Bolt racconta che il primo sui 100 (9"72, l'attuale, sempre del giamaicano è 9"58) "lo feci capitare. Ho visto che gli scienziati si sono sbizzarriti: l'uomo non può scendere sotto i 9"80 poi si sono corretti , sotto i 9"70, poi di nuovo il limite è stato portato a 9"60. A parte che un conto è dirlo e un altro è farlo, io penso che il mio 9"58 sia migliorabile. Basta andare veloci. Punto ai mondiali di agosto in Corea, rivincere il titolo con il record sarebbe perfetto".

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