28 giugno 2011

Pellegrini con la testa a Shanghai: "Ma aspetto la Manaudou"

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La campionessa azzurra, di scena a Milano all'Aspria Swimming Cup nell'ultimo test prima della rassegna iridata di fine luglio, avvisa: "Non abbandono il progetto 800 in vista di Londra. Sono contenta che Laure abbia ritrovato la voglia di nuotare". VIDEO

Federica Pellegrini, la stella del nuoto azzurro: l'album

di LUIGI VACCARIELLO

Lo sguardo è quello solito, freddo e sicuro della campionessa che non delude mai nei grandi appuntamenti. Le crisi di panico degli Italiani sembrano essere solo un lontano ricordo. Federica Pellegrini si scioglie in un sorriso solo quando le viene chiesto se si sente un po’ il capitano della Nazionale azzurra di nuoto che sarà di scena ai Mondiali di Shanghai dal prossimo 24 luglio: “Non scherziamo, il capitano è sempre quello più esperto, io ho 22 anni e me li voglio godere tutti, questo ruolo è di Pippo (Magnini, ndr)”. La primatista mondiale dei 200 e 400 stile libero arriva alla conferenza stampa di presentazione della quinta edizione dell’Aspria Swimming Cup (28-29 giugno a Milano), ultimo test per lei prima della rassegna iridata cinese, con una giacchettina verde che valorizza una invidiabilissima abbronzatura: “Sono ancora in pieno carico. Mi sento bene, ma i conti si fanno sempre dopo, ora lasciano il tempo che trova”. Oltre alla Pellegrini il meeting internazionale di Milano può contare su un parterre di primissimo livello che vedrà in vasca anche la romena Potec e la danese Ottesen in campo femminile, ma soprattutto il tedesco Paul Biedermann, lo spagnolo Wildeboer e i nostri Magnini, Dotto, Orsi, Pizzetti, Marin e Scozzoli tra gli uomini. 

La cura Lucas sembra funzionare e Federica, che all’Harbour Club di Milano sarà di scena nei 100 e 200 sl, non sembra affatto pentita della scelta fatta a inizio gennaio: “Credo molto in Philippe. È un grandissimo professionista, ho massima fiducia in lui e nel lavoro che stiamo facendo”. Il progetto “800 Olimpico”, tanto caro al compianto Castagnetti, prosegue. Federica è categorica: “Bisogna preparare bene le gare che si preparano. L’ampliamento del programma non è affatto in discussione. Gli 800 sono un obiettivo che voglio portare avanti”. Un po’ diverso il discorso per quanto riguarda i 100: “E’ vero, dopo la prova del Sette Colli ero molto contenta. Ma il lavoro sui 100 è in prospettiva 200. Nasco sprinter, ma in questo momento la velocità che mi danno i 100 mi serve sostanzialmente per i finali dei 200”.

A Shanghai la Pellegrini avrà uno staff tutto suo, ma oltre alle “tante” rivali, la preoccupazione della campionessa azzurra sembra essere rivolta a un altro aspetto: l’alimentazione. “Abbiamo chiesto alla Federazione di inviare degli scatoloni con il cibo per i giorni mondiali”. La cura dei particolari sembra essere diventata una prerogativa della veneta, ormai attenta a tutti i dettagli. Non poteva mancare una battuta sul ritorno in vasca di quella che fu la sua grande rivale, Laure Manaudou : “Sono contenta che abbia ritrovato la voglia di nuotare e divertirsi in acqua, ma non so se tra noi possa ricrearsi un dualismo. Questo potrà dircelo solo il futuro, io l'aspetto in vasca. Ma è dura preparare una Olimpiade in così poco tempo”. Cara Laure, Federica è tutt’altro che sazia. 

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