16 dicembre 2011

Delusione azzurra in Val Gardena, SuperG a Feuz

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La gioia di Feuz dopo il successo in SuperG in Val Gardena

Sulla pista Saslong il giovane svizzero trionfa nella prova di Coppa del Mondo precedendo l'americano Bode Miller e il norvegese Kjetil Jansrud. Per trovare il primo degli italiani bisogna scendere sino alla 22/a posizione con l'altoatesino Peter Fill

FOTO: Julia Mancuso e le sexy maestre di sci

Parlano le cifre, il resto sono chiacchiere inutili: nel supergigante della Val Gardena per trovare il miglior azzurro bisogna scendere sino alla 22/a posizione con l'altoatesino Peter Fill. Insomma, la prima gara della lunga trasferta italiana della coppa del mondo è stata una vera debacle per gli azzurri, una delle peggiori prove mai fornite dai nostri uomini jet. La vittoria - seconda in carriera - è andata al giovane svizzero Beat Feuz davanti all'intramontabile americano Bode Miller ed al norvegese Kjetil Jansrud.

Il tutto è accaduto sulla pista Saslong con un tracciato accorciato di 250 metri per raffiche di vento in quota, con cielo coperto, un leggero nevischio, temperatura di poco sotto le zero e fondo non troppo duro. "In queste condizioni, su una pista che noi consideriamo "facile" tecnicamente e con fondo non durissimo, è come se sciassimo su una gamba sola", ha commentato sconsolato il ct Claudio Ravetto dando una spiegazione complessiva al bruttissimo risultato di squadra. "Insomma, non è una pista e non sono condizioni adatte alle nostre caratteristiche di atleti che privilegiano fondi più duri e tracciati più spettacolari, anche se - ha aggiunto - non dobbiamo stancarci di imparare a sciare bene anche in questi casi". La batosta per l'Italia era nell'aria già dai risultati delle due prove cronometrate in vista della discesa di domani. Non tanto e non solo per i tempi non eccellenti collezionati dai nostri, quanto da un loro atteggiamento quasi un po' troppo giustificazionista e rinunciatario. Le ragioni della batosta - al di là di quelle tecniche complessive di Ravetto - sono invece per molto versi semplici per ognuno degli atleti di punta.

A Fill la Saslong  - che pure sta ad un tiro di schioppo da casa sua - non è mai piaciuta. Matteto Marsaglia (23esimo) è ancora giovane e deve fare esperienza. Werner Heel (vincitore del supergigante gardenese tre stagioni fa e 40/o oggi) è sempre alle prese con sci e scarponi su cui, da più di un anno, e non riesce a trovare l'assetto giusto. Christof Innerhofer, 23/o oggi,  ha forse le spiegazioni più valide. L'altoaesino, infatti, si era infortunato in allenamento all'inizio di novembre con una brutta botta alla testa e commozione cerebrale. Avrebbe dovuto probabilmente riposare più a lungo e magari evitare la lunga trasferta nordamericana. In più, una volta rimessi gli sci, è rimasto acciaccato per un'altra caduta.

Adesso sta riflettendo se, dopo la discesa di domani, saltare o meno il gigante di domenica in Badia. "Sento comunque di stare meglio e conto - ha detto Christof che solo nel febbraio scorso era l'eroe di Garmisch con un oro, un argento ed un bronzo ai Mondiali - di tornare in forma e sul podio tra un paio di settimane". Il suo e' quasi un arrivederci alla discesa del 29 dicembre a Bormio dove, non a caso, è stato sinora l'unico italiano a vincere. Ma il prossimo appuntamento è già domani e sempre in Val Gardena con la classica discesa. Per l'Italia è vietato farsi illusioni anche se peggio di oggi difficilmente potrà andare.

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