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18 gennaio 2012

L'ultima tragica scalata di Merelli, leggenda dell'alpinismo

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Mario Merelli, sul suo sito l'elogio alla montagna: "E' la mia vita"

Tragedia sulle montagne bergamasche: l'alpinista italiano è precipitato dalla parete del pizzo Redorta a Valbondione. In vent'anni ha scalato in tutto il mondo conquistando anche numerosi Ottomila, tra cui l'Everest per ben due volte. IL VIDEO

L'addio a Walter Bonatti, una leggenda dell'alpinismo

Tragedia sulle montagne bergamasche. Il famoso alpinista Mario Merelli è morto questa mattina precipitando dalla parete del pizzo Redorta nella zona del rifugio Brunone a Valbondione. L'incidente si è verificato intorno alle 8 mentre compiva una scalata insieme a Paolo Valoti, compagno di tante spedizioni.

Merelli era nato a Vertova il 2 luglio 1961 e viveva a Lizzola. Era stato avviato alla montagna del padre Patrizio Merelli, guida alpina e in vent'anni di scalate in tutto il mondo dal 2001 in poi ha conquistato anche numerosi Ottomila: Everest (due volte), Makalu, Kangchenjunga, Shisha Pangma, Annapurna, Broad Peak, Gasherbrum I, Lhotse, Cho Oyu, Dhaulagiri, la cui ascensione, realizzata il 15 maggio 2011, rappresenta la sua ultima impresa.

Raccontava le sue imprese collaborando con numerosi quotidiani, dall'"Eco di Bergamo" e "Il Nuovo Giornale di Bergamo" alla "Gazzetta dello Sport" e alla rivista "Orobie" oltre a diverse tv locali. Durante le ascensioni, sia nelle ripetizioni di "vie" già note, sia nell'apertura di nuovi itinerari estivi ed invernali, aveva sempre privilegiato il mantenimento delle condizioni naturali, piuttosto che il ricorso ad espedienti che avrebbero potuto facilitare le salite stesse, modificando però l'ambiente originario. "La montagna - dice la scritta che campeggia sul suo sito ufficiale - è la mia vita".

VIDEO, il racconto dell'ultima impresa:

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