11 febbraio 2012

Noi, giornalisti protagonisti del poker. Per una sola notte

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Il tavolo del World Poker Tour di Venezia

Dario Massara e Riccardo Trevisani di Sky Sport raccontano la loro esperienza al tavolo verde (e pazienza se il colore non era quello) del World Poker Tour di Venezia. Come sarà andata la loro nottata? FOTO

FOTO: Le bellezze del World Poker Tour di Venezia - Quando il poker si fa sexy: ecco le donne più affascinanti del poker

NEWS: Piquè e il poker

Dario Massara e Riccardo Trevisani, telecronisti di Sky Sport, sono stati invitati a partecipare al World Poker Tour di Venezia. Ecco come ci raccontano la loro esperienza al tavolo verde. Via, per la verità il tavolo non era verde, ma non è questo che conta. Che figura avranno fatto i due?



Nel poker tutti possono vincere
di Dario Massara

La garanzia era nel nome
di Riccardo Trevisani

Dal calcio al poker. Da telecronaca a telecronaca. Due mondi diversi eppure con una cosa in comune: la voglia di prendere il posto di chi si sta commentando. Quando racconti una partita di calcio ci sono dei momenti in cui vorresti essere l'attaccante che fa gol o il portiere che para un rigore. Impossibile. Quando racconti un tavolo di poker vorresti essere il chipleader del tavolo o quello che indossa un prestigioso braccialetto, simbolo di vittoria. Difficile, ma possibile. Eccola la magia del poker: tutti possono giocare e tutti possono vincere, anche un giornalista.

A Venezia, all'interno dell'evento WPT, GDPoker ha organizzato un torneo riservato ai media. In palio per i primi due le iscrizioni per il main event e il side event di una prossima tappa del WPT National. E così 14 esponenti della stampa si sono seduti ai tavoli del casinò veneziano per darsi battaglia. Due tavoli da sette giocatori fino al final table da 10 iniziato a mezzanotte e finito poco prima delle 2. Con una affermazione esaltante dei 3 esponenti di Sky Sport arrivati in Laguna. Infatti Stefano De Grandis ha occupato il gradino più basso del podio e Dario Massara solo alla fine di un lunghissimo heads-up ha avuto la meglio su Riccardo Trevisani. E così loro due avranno la possibilità di sedersi accanto ai professionisti con le stesse possibilità di arrivare davanti a tutti. Chiaramente con meno talento, con meno esperienza e con meno abitudine a misurarsi ad alti livelli. Ma si partirà fianco a fianco con lo stesso numero di fiches e lo stesso obiettivo: il primo posto.

Immaginate di vincere la possibilità di giocare con Ibrahimovic, o Totti, o Lavezzi, o Buffon o Milito. Ma non in allenamento o in amichevole, ma in una semifinale di Champions League in uno stadio pieno di tifosi. Viene la pelle d'oca al solo pensarci. Ma rimane un sogno. Nel poker succede, nel poker quel sogno può diventare realtà. Dario e Riccardo lo vivranno quel sogno di trovarsi al fianco di campioni quali Max Pescatori o Erion Islamay in un torneo importante. E chissà come andrà a finire. Il calcio continueranno a raccontarlo, il poker anche. Ma con l'esperienza di chi è stato, almeno per qualche ora, allo stesso livello dei fenomeni del tavolo verde.



La garanzia era nel nome. World Poker Tour, il circuito americano itinerante, più prestigioso e più importante. Organizzazione top, località (il casino di Venezia Ca’ Vendramin) top, soprattutto livello top dei giocatori. 155 players arrivati da tutto il mondo, pagando un buyin di 5000 euro. Proibitivo ma non per i super pro.

E allora c’erano proprio tutti, dal campione uscente, il fabbro Isaia, a Max Pescatori. Passando per Flavio Ferrari Zumbini ed Erion Islamay, Andrea Dato e Dario Alioto, gli aggressivissimi Mustapha Kanit e Filippo Candio. In più tanti stranieri, i “maniac” nordici e anche figure di spicco del poker come Tony G, Mike Sexton. In più il simpaticissimo Giacomo “Ciccio” Valenti e per gli amanti delle Ladies Irene Baroni , Carla Solinas, Giorgia Tabet e Kara Scott.

Insomma di tutto e di più. 5 giorni di grande spettacolo, con tutto quello che si possa desiderare. Nomi prestigiosi, belle donne, una location fantastica un montepremi ricchissimo con un primo premio da 210 mila dollari.  Al tavolo finale sono arrivati ben 4 italiani (il chip leader  e più conosciuto Andrea Dato) , più un solido russo (Bogdanov) e il fortissimo Ravensbaek. Torneo che è andato a fiammate per molti campioni. Candio ha fatto su e giù, bluffando e spewando a tutto spiano fino a passare da chip leader ad eliminato nel day 2. Ha fatto scalpore la bellissima prova di Ciccio Valenti, al suo primo main event di questo livello. E’ riuscito ad andare a premio dimostrandosi bravo non solo dietro al microfono ma anche con le carte in mano. Memorabile un suo poker contro Lepore. A premi anche il pro di GD Erion Islamay, ancora una volta ITM in un torneo di questo livello, capace di resistere da corto per tre giorni prima di scontrarsi con i Kappa di Bogdanov.

Il divertimento non è mancato, le scintille neanche soprattutto con lo scandinavo Marcel Bjerkmann, antipatico come pochi, capace di chiedere il “time” dopo ogni puntata al river che ha più volte discusso con gli avversari e in particolare si è scontrato con Andrea Dato per un presunto slow-roll. Discutibile certo, ma chi chiede tempo ogni mano, in un gioco bello perché il tempo è illimitato, merita ben peggio di uno slow-roll (ammesso che ci sia stato davvero).

Insomma la garanzia era nel nome e il WPT non ha tradito. 657 mila euro di montepremi e un’organizzazione super.   Alla fine dopo una lunga battaglia al final table tra “datino” e Ravensbaek, l’italia non è riuscita a trionfare con il successo di bogdanov davanti al doge longobardi. Niente bis italiano, ma ormai il poker italiano è di grande livello. Come il wpt.