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25 ottobre 2012

Brignone, ora serve una vittoria. "Ma parto senza assilli"

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Federica ad Are (Svezia) lo scorso 9 marzo, quando fu seconda. Per lei cinque podi nella passata stagione

L'INTERVISTA. La 22enne milanese è tra le favorite del gigante di Soelden, che sabato aprirà la stagione dello sci. Dopo i cinque podi dello scorso anno, è pronta per il gradino più alto. "Mi sono allenata bene. Si decide tutto nei primi due mesi"

di Stefano Rizzato

Il sogno, non confessato, è fare centro alla prima gara. Per Federica Brignone, dopo i cinque podi dello scorso anno (4 secondi posti) e il sesto posto finale nella coppa di gigante, inizia la stagione delle conferme. A Soelden, nel gigante di sabato che aprirà l'annata del circo bianco, la 22enne milanese sarà tra le favorite. Per il podio e magari proprio per quella vittoria, tanto attesa e troppo spesso sfiorata. “Non si può mai dire, sarà la prima gara”, dice lei. Ma ha l'aria di sapere che, dopo la regolarità dimostrata il passato inverno, le speranze dello sci azzurro al femminile sono tutte puntate su di lei.

Federica, è fin troppo facile dire che ti aspetta una stagione importante. Qual è il tuo stato di forma in vista dell'esordio?
“Non è facile dirlo. Io mi sento bene e mi sono allenata senza alcun tipo di intoppi, per tutta l'estate. Però l'unico giudice, come ogni anno, sarà Soelden. Insomma, vedremo sabato...”.

Un po' d'incertezza è normale a inizio stagione. Ma quest'anno c'è un motivo in più: i nuovi sci “lunghi” (il regolamento ha portato la lunghezza minima da 195 a 188 cm per i maschi e da 185 a 180 per le ragazze ndr). Ti aspetti una rivoluzione nei valori in pista?
“Credo di no, almeno tra noi donne. I nostri sci sono cambiati meno e il tutto inciderà limitatamente sulle nostre prestazioni. Con certi tipi di neve, quando non c'è molta velocità, faremo fatica, ma la faremo tutte allo stesso modo, quindi non credo sia un problema. Per i miei colleghi uomini la differenza è molto più forte: per loro sì potrebbe cambiare parecchio anche nelle classifiche”.

Fissiamo gli obiettivi per la stagione?
“Mmm, meglio di no. Non voglio pormi un traguardo preciso in termini di risultati. Punto a sciare bene e il resto verrà da sé”.

Però ai mondiali di Schladming – dove sei stata terza a marzo – ci penserai...
“Ci penso però c'è da considerare che quest'anno abbiamo un calendario un po' strano, con ben sei giganti da qui a fine anno, concentrati in due mesi. Significa che molto, per le mie gare e per la coppa di specialità, si deciderà all'inizio. Durante l'estate mi sono preparata duramente, grazie anche a due ritiri di 20 giorni in Terra del Fuoco, in Argentina, e punto ad essere in forma fin da subito. Poi certamente l'ideale è arrivare nelle migliori condizioni anche all'appuntamento col Mondiale”.

A proposito di estate e Argentina: tra gare e allenamenti, voi sciatori non finite per vivere sempre “al freddo”?
“Ma no, un po' d'estate 'vera' sono riuscita a farla anch'io, qui in Italia. Certo, per noi sciatori la bella stagione è quella degli allenamenti e quest'anno da qual punto di vista è andata benissimo, con condizioni perfette sia in Italia che in Argentina. Comunque non è che rinunciamo alle vacanze: quelle si fanno ad aprile, subito dopo la fine della stagione”.

E magari sono l'occasione per una discesa... senza sci e con il paracadute, come si vede sul tuo sito.
“È una passione nata grazie a mio fratello, che per il mio 18esimo compleanno ebbe l'idea di regalarmi un lancio col paracadute. Non è il mio sport e non prevedo di essere la prossima Baumgartner. Ma mi è piaciuto e quest'anno, sempre insieme a mio fratello, ho deciso di ripetere l'esperienza”.

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