26 ottobre 2012

Innerhofer, niente Soelden: "Sto meglio, ma non sono pronto"

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In attesa della forma migliore, Christof Innerhofer ha deciso di saltare la prima gara della stagione

L'INTERVISTA. Esordio rimandato per il campione del mondo in carica di SuperG, sulla via del recupero dai problemi alla schiena che lo perseguitano da gennaio. "Oggi sono all'80 per cento. Per sciare forte ti devi divertire e con il dolore è impossibile"

di Stefano Rizzato

La sua presenza a Soelden è stata il primo mistero della stagione del circo bianco. Alla fine Christof Innerhofer, nel gigante di domenica, non ci sarà. Il campione del mondo in carica di super G salta il debutto della stagione dello sci maschile per provare a rientrare a fine novembre a Beaver Creek. “Il vero obiettivo è tornare a star bene”, spiega. Basta fretta, insomma, dopo mesi passati ad allenarsi e gareggiare nonostante i problemi – e soprattutto i dolori – alla schiena, che lo perseguitano ormai da gennaio. A fine luglio, a complicare il recupero, ci si è messo anche un incidente d’auto.

Christof, la forma non era ancora sufficiente per essere competitivo?
“Oggi sono più o meno all’80 per cento. Riesco ad allenarmi, ma devo ancora stare attento ai carichi. In generale sto molto meglio rispetto a quest’estate e continuo a migliorare, ma resto in ritardo di oltre un secondo rispetto ai miei compagni di squadra, per quello che ho visto in allenamento. La cosa fondamentale comunque è che cerco di guardare più al domani che all’oggi”.

Significa anche cambiare gli obiettivi e pensare più al Mondiale di Schladming di febbraio rispetto alla Coppa del Mondo?
“Significa che il vero obiettivo è tornare a star bene. Per sciare forte ci si deve divertire, in gara e in allenamento: non è facile se i dolori non ti lasciano in pace. A marzo, proprio a Schladming, sono riuscito a vincere nonostante i guai fisici, ma non si poteva andare avanti in quel modo.”.

Assisterai così da spettatore all’esordio anche dei nuovi sci, allungati fino a un metro e 95 per regolamento. Quanto incideranno sui risultati, secondo te?
“In condizioni ottimali, molto poco. Con tipi di neve difficili e soprattutto in gigante la differenza potrebbe essere importante. Nelle mie specialità, discesa e SuperG, penso invece che saranno sempre i soliti a star davanti”.

Su queste modifiche ci sono state molte critiche, ma la scelta è stata fatta anche per ridurre le velocità e quindi i rischi per gli atleti…
“Sì, ma lo sviluppo dei materiali avanza così rapidamente che le velocità saranno presto paragonabili a quelle del passato. Già adesso, in ottime condizioni, lo sono”.

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