17 aprile 2013

Del Piero vicino a Boston: "Noi continueremo a correre"

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L'immagine della homepage di Alex Del Piero, solidarietà alle vittime della maratona

Dal suo sito Alex si unisce al cordoglio per l'attentato alla Maratona e alla condanna della violenza terroristica. Intanto, col primo volo Alitalia, sono rientrati a Fiumicino i primi podisti italiani. Tra i maratoneti c'era anche il leghista Caparini

Alessandro Del Piero si unisce al cordoglio per l'attentato di Boston e alla condanna della violenza terroristica ribadendo l'impegno comune a "continuare a correre". "Da Boston, da un luogo simbolo per chi ama lo sport, fino all'Iraq: è stata una giornata terribile. Mi unisco all'abbraccio del mondo a chi non c'è più, a chi sta soffrendo, a chi sta lottando", scrive l'ex capitano della Juventus, ora stella del Sydney, sul suo sito Internet, sotto il titolo WeContinue2Run (Continuiamo a correre). "Le donne e gli uomini che dicono no alla violenza e al terrore continueranno a correre e nessuno li fermerà", conclude Del Piero, firmandosi Alessandro.

Intanto, con il primo volo Alitalia dopo l'attentato a Boston, sono rientrati questa mattina all'aeroporto di Fiumicino i primi podisti italiani che hanno partecipato alla maratona finita poi nel sangue con il bilancio finale di 3 morti e 176 feriti. Tra i maratoneti italiani, a Boston ce ne erano 227, la maggior parte si considerano "miracolati".

"L'inferno è scoppiato a 800 metri da me" racconta l'onorevole Davide Caparini, leghista, segretario di presidenza di Montecitorio, che stava partecipando alla maratona. Caparini solo poche ore fa è riuscito a recuperare il suo telefono cellulare e i suoi documenti che erano in una sacca all'arrivo della gara. Tutti i documenti e gli effetti personali, infatti, alla maratona di Boston vengono raccolti all'arrivo e consegnati solo dopo che gli atleti hanno attraversato il traguardo. "Questa era la mia prima Boston - ha aggiunto il politico - e sono sicuro che l'anno prossimo tornerò perché nessuno può illudersi di limitare la libertà di movimento e questa manifestazione non l'hanno sospesa nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale. Continuare a vivere normalmente è la prima risposta a chi vuole seminare il terrore".

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