22 aprile 2013

Fun day, una corsa "ad ostacoli" per imparare a collaborare

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Tra le gare che si corrono per beneficenza, la Monza Power Run si segnala per l'aspetto ludico. Si parte dall'Autodromo, con via dato dal semaforo della Formula1. Sul percorso 16 ostacoli, che possono essere superati solo con l'aiuto degli altri runners

Il 20 luglio all'Autodromo di Monza parte la prima edizione di una gara che mette al centro il divertimento oltre allo sforzo atletico.

Difficile parlare di gare, amatoriali o competitive che siano, e non tornare con il pensiero a quanto è accaduto domenica scorsa alla maratona di Boston. Fa comunque piacere poter promuovere iniziative come la Run for Boston, la corsa di appena 2,6 km che però ha avuto una forte valenza simbolica con una grande dimostrazione di solidarietà nei confronti delle vittime di Boston.

Fa altrettanto piacere parlare di gare con un forte componente ludica e che si corrono per beneficenza. E’ il caso della Monza Power Run, una gara sui generis. Si parte dall’Autodromo di Monza, con tanto di via segnato dal semaforo della Formula Uno, e si prosegue per 11 km superando ben 16 ostacoli. Chi lo desidera può percorrere due volte il percorso ed arrivare così alla lunghezza di una mezza maratona.

E’ una gara che è consigliato affrontare in gruppo perché c’è una forte componente di collaborazione, necessaria per arrivare in fondo. Senza l’aiuto degli altri non si riescono a superare alcuni ostacoli. Ecco quindi un elemento importante di questa corsa: non prevale un individuo su un altro, ma c'è vera e propria cooperazione.
Il secondo aspetto importante è quello benefico. Tutti i soldi raccolti andranno a favore dell’associazione LeleForever che mira ad aiutare le famiglie di malati di Leucemia.

Mancano circa 90 giorni alla Monza Power Run, ma le iscrizioni sono già aperte. E a parlarci della gara è Daniele Riva, capitano dell'HSVarese di basket in carrozzina. Daniele, l'ostacolo più grande, lo ha dovuto superare dopo l'incidente stradale che gli ha fatto perdere l'uso delle gambe. Non si è dato per vinto però e l'anno successivo era di nuovo sui campi da basket da lui tanto amati. Adesso, oltre al suo ruolo sul parquet, aiuta anche nell'organizzazione di iniziative a scopo benefico come la Monza Power Run.
Ancora una volta sport, divertimento e beneficenza, cercando di lasciarsi alle spalle gli orrori della maratona di Boston.

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