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21 settembre 2013

Manassero va "in buca per un sorriso". Quello dei bambini

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L'INIZIATIVA. Tra una buca e l'altra dell'Open d'Italia, Manassero e altri golfisti promuovono anche diverse campagne di beneficenza. E Matteo partecipa a un evento charity al Golf Club Verona per "aiutare la ricerca su malattie ancora poco conosciute"

di Luca Corsolini

In sala stampa al Circolo Golf Torino c'è un orologio che mostra contemporaneamente l'ora di Roma, la nostra, e quelle di New York, Londra, Dubai, Tokyo e Sydney. Ma la dimostrazione ancor piu'evidente del fatto che il golf è uno sport globale è proprio lo European Tour: chi guida la classifica è primo nella Race to Dubai, ovvero nel cammino verso la sede tutt'altro che europea, della finale.

Ma ci sono anche altri aspetti della globalizzazione. Ad esempio dopo Torino, pur dividendosi in tanti indirizzi diversi, i campioni, specie quelli italiani, andranno nella stessa direzione, avendo messo in calendario per la settimana prossima i loro eventi benefici. Francesco Molinari ha dato appuntamento a tutti sempre sui campi dove si sta giocando l'Open per mercoledì 25, mentre Matteo Manassero ha chiamato a raccolta i suoi tifosi al Golf Club Verona il giorno prima.

"In buca per un sorriso" si chiama l'evento charity di Matteo che ha chiamato attorno a sé anche altri personaggi dello sport e dello spettacolo. Il suo impegno, aiutare la ricerca su "malattie che colpiscono i bambini ancora poco conosciute. Una di queste è la sindrome di Dravet", spiega.

Molinari invece organizza il suo evento a beneficio della Fondazione Cecilia Gilardi Onlus di cui è testimonial dal 2011.

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