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18 dicembre 2013

La riforma del Coni, Cataldi nuovo Procuratore dello sport

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Enrico Cataldi, già a capo del Racis dei Carabinieri, è stato nominato dalla Giunta Coni il Procuratore Generale dello Sport

La rivoluzione di Malagò in materia di giustizia sportiva porta alla creazione di una superprocura affidata a Enrico Cataldi, già a capo del Racis dei Carabinieri, ora chiamato a vigilare sul lavoro istruttorio dei processi delle diverse federazioni

Il generale di brigata dei carabinieri Enrico Cataldi, già a capo del Racis dei Carabinieri, è il Procuratore Generale dello Sport nominato dalla Giunta Coni, che si è occupata della nuova riforma della giustizia sportiva. Una rivoluzione approntata dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, dopo mesi di lavoro con i collaboratori Roberto Fabbricini, Carlo Mornati e Francesco Soro. Nella giunta odierna è stato nominato anche il presidente del Collegio di Garanzia, si tratta dell'ex ministro degli esteri, Franco Frattini. I tre membri della Commissione di tutela sono invece Annibale Marini, Carlo Deodato e Luigi Fumagalli. Avranno il compito di individuare, entro la Giunta di gennaio prossimo, le 50 persone (massimo) che dovranno sostituire gli attuali membri del Tnas e dell'Alta Corte.

"Userò la mia esperienza da carabiniere" - "Come affronterò questo nuovo incarico? La risposta è semplice: da carabiniere. E' quello che ho fatto per tutta la vita, userò la mia esperienza". Lo dice all'Ansa il generale Enrico Cataldi, commentando la sua designazione a Procuratore generale dello Sport. Il generale sottolinea la novità della figura di Procuratore generale dello Sport, che il Coni ha deciso di introdurre perchè, spiega Cataldi, "se mi si rompe un tubo dell'acqua chiamo l'idraulico: ecco, forse anche al mondo dello sport serviva l'idraulico". Ma perchè proprio un generale dei carabinieri? "Le designazioni avvengono in forza del vissuto", risponde il generale Cataldi, che nella sua lunga carriera al Ros, prima di approdare al Racis, ha condotto molte e delicate inchieste, da quelle sulle toghe romane corrotte all'omicidio di Mino Pecorelli, indagando su diversi imputati eccellenti, come Andreotti, Vitalone, Squillante e tanti altri. "Si tratta per me di un'esperienza totalmente nuova: l'unica cosa che posso dire - conclude, premettendo che la sua nomina deve essere ancora formalmente ratificata - è che cercherò di mettere a frutto l'esperienza di una vita come carabiniere e ufficiale di polizia giudiziaria anche nell'incarico di procuratore generale dello Sport".