11 aprile 2014

Pistorius, accusa all'attacco: "La sua versione non regge"

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"Sta mentendo, nessuno penserà mai che la sua ricostruzione dei fatti sia vera": in aula a Pretoria il procuratore Nel alza la pressione sull'ex atleta paralimpico , mettendo in evidenza che non fosse così ossessionato dalla criminalità

Resta sotto torchio Oscar Pistorius, interrogato nel processo per la morte di Reeva Steenkamp dal procuratore Gerrie Nel, che per il terzo giorno consecutivo ha cercato di ricostruire ciò che accadde la notte di San Valentino 2013, mettendo in luce le incongruenze della versione data dall'ex atleta paralimpico. "Non sto cercando scuse, se non ricordo, non ricordo", è sbottato a un certo punto Pistorius, "Quella notte ho perso la persona a cui tenevo di più, non so come la gente non lo capisca".

Nel ha dedicato ampio spazio per cercare di insinuare che l'atleta non fosse così ossessionato dalla criminalità. "Ha mai mai denunciato qualcosa alla polizia?", ha domandato il procuratore, "No", ha ammesso Pistorius, "Se si escludono gli orologi rubati dagli agenti". "Ma perchè non aveva fatto aggiustare una finestra rotta nel bagno? E come poteva pensare che ci fosse un intruso in casa considerato il suo sofisticato sistema di allarme?", ha replicato Nel. E poi, ancora perchè Reeva, chiusa nel bagno, non rispose a Pistorius, che le chiedeva di andare a chiamare la polizia? Tutti aspetti "improbabili" della versione di Pistorius. "Voi state mentendo", è stata la sua conclusione. "La vostra versione è così improbabile che nessuno penserà mai che sia ragionevole, e che sia vera è assolutamente impossibile", le parole con cui Nel ha chiuso l'udienza.

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