16 settembre 2014

Doping, caso Schwazer. La Kostner: "Pronta a chiarire"

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Carolina Kostner a giugno ha deciso di prendere un anno sabbatico: niente gare in questa stagione

L'ex fidanzata dell'olimpionico della marcia, convocata per venerdì dalla Procura antidoping per rispondere di complicità, ha chiesto un rinvio. La pattinatrice ha disertato, intanto, la conferenza di presentazione del suo spettacolo

Si dice pronta a presentarsi davanti alla Procura antidoping del Coni che la vuole ascoltare in merito all'ipotesi di complicità e di omissione di denuncia nella vicenda doping che coinvolge l'ex fidanzato Alex Schwazer, ma solo dopo aver debuttato con il suo spettacolo "Intimissimi on ice Opera pop" previsto per sabato e domenica a Verona. Carolina Kostner sarebbe stata convocata per venerdì ma ha intenzione di chiedere un rinvio. "Non è preoccupata nè coinvolta in nessun caso di doping" - ha chiarito la manager Giulia Mancini,  che è anche coproduttrice dello show" - "Ed è pronta a presentarsi davanti alla Procura antidoping del Coni per ribadire quello che ha detto a Bolzano il 9 ottobre 2013. Sarà ben lieta di chiarire tutto, ma spero che la possano interrogare dopo lo spettacolo di Verona, ci lavora da un anno e ne è la star".

Conferenza stampa disertata
- Intanto ha disertato la conferenza stampa prevista per il lancio dello spettacolo, con la stessa motivazione: "Impegnata con le prove".  "Carolina" -  ha sottolineato  la Mancini - "è serena quando lavora sul ghiaccio ma quando si tocca il tema del doping di Schwazer (squalificato per tre anni e mezzo fino al 30 gennaio 2016 n.d.r.) si rattrista. Questo argomento riapre una ferita a distanza di anni"

Strascichi di storia - La relazione fra i due atleti è chiusa, ma quella giudiziaria no. A quasi un anno di distanza, infatti, nei giorni scorsi sono divenuti pubblici i verbali dell'interrogatorio presso la Procura di Bolzano in cui la pattinatrice avrebbe parlato di una macchina notturna per l'ossigeno e di altri particolari sulle ispezioni a sorpresa per Schwazer da parte dell'agenzia mondiale per la lotta al doping. La convocazione del Coni era quindi inevitabile.

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