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30 ottobre 2014

Ocean Race, è lotta a tre. Incubo iceberg verso Cape Town

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L'attenzione a bordo del Team di Abu Dhabi (Matt Knighton)

La regata più difficile si avvia verso la città sede del primo arrivo di tappa. In testa il team di Abu Dhabi con una manciata di miglia nautiche su Team Brunel. Il rischio ghiaccio è alle porte

Diciannove giorni e 3.500 miglia dopo, alla Volvo Ocean Race è ancora battaglia. I tre leader sono ancora vicinissimi e navigano a vista. Le condizioni meteo mettono a dura prova le capacità dei navigatori, mentre è alle porte un altro grosso rischio: trovarsi di fronte ad iceberg e growler (lastre di ghiaccio). Una situazione che tiene i 66 velisti in una incertezza continua. In 41 anni di storia della competizione, non si era mai vista una lotta così ravvicinata.
Giovedì 30 ottobre si è aperto con il ritorno in testa di Abu Dhabi Ocean Racing dello skipper britannico Ian Walker, che guida con una manciata di miglia su Team Brunel, la barca dalla bandiera olandese guidata dall'espertissimo Bouwe Bekking e Team Vestas Wind con l'australiano Chris Nicholson a breve distanza a poppa.
Ma non possono essere considerati fuori dai giochi neanche il team franco/cinese Dongfeng Race Team e Alvimedica guidato dallo skipper Charlie Enright e che imbarca il solo velista italiano di questa edizione della regata, Alberto Bolzan, attualmente in quinta posizione.
Più staccato l'equipaggio femminile di Team Sca che accusa un ritardo di oltre 300 miglia a causa di condizioni di vento molto più leggero di quello di cui godono gli avversari, mentre gli spagnoli di Mapfre, malgrado una buona velocità, hanno sofferto di problemi tecnici all'impianto elettrico e non hanno potuto sfruttare a pieno le potenzialità del mezzo. L'equipaggio oggi in sesta posizione a 250 miglia dalla poppa dei leader, ha infatti vissuto momenti intensi a causa di una via d'acqua che ha compromesso la possibilità di caricare a sufficienza le batterie di bordo, senza le quali non si possono effettuare diverse operazioni, fra cui la produzione di acqua dolce.



L'onboard reporter di Abu Dhabi Ocean Racing, Matt Knighton, nel suo blog quotidiano ha spiegato come navigare a stretto contatto con gli altri team sia ormai diventato un leit motiv di questa prima tappa, anche perché i nuovi monotipo Volvo Ocean 65 hanno prestazioni pressoché identiche, il che rende possibili “fughe” molto più difficili da parte di chiunque. Davanti alla flotta incombono i mitici Quaranta ruggenti, con onde di 4/5 metri, vento costante sui 25 nodi che potrebbero dare vita all'ultima, decisiva, corsa di velocità verso il Sudafrica. Di certo la vista di Città del Capo sarà una vera liberazione, quando avverrà, per i 66 velisti che cominciano ad accusare la fatica.

Quasi tutti gli equipaggi, inoltre, hanno segnalato la possibilità di non avere sufficienti scorte di cibo a bordo, dato che la data di arrivo stimata a Città del Capo è ritardata di almeno due giorni e fissata ora per giovedì 6 novembre. "Non moriremo di fame, perché abbiamo degli avanzi dalle 19 borse che abbiamo già aperto, ma non saranno certo i nostri piatti preferiti. Diciamo che dovremo aspettare fino a Città del Capo, per farci una cena come si deve". Ha detto Yann Riou da bordo di DongFeng Race Team, aggiungendo un dato simpatico: nelle settimane precedenti la vita media di un barattolo di Nutella era di 3/4 giorni, questa settimana è di meno di 24 ore.



Mentre i velisti lottano in oceano, si è aperta l'asta per avere la possibilità di salire a bordo di Team Alvimedica per ognuna delle partenze della Volvo Ocean Race, che ha lo scopo di raccogliere fondi per associazioni di beneficenza per malati cardiaci in ognuno dei porti sede di tappa del giro del mondo. A partire da oggi, giovedì 30 ottobre, gli appassionati hanno la possibilità di fare la loro offerta per un posto unico, il cosiddetto 'jump seat', di vivere l'azione della partenza e poi saltare in mare. In occasione dello start della seconda tappa i fondi raccolti andranno alla Paediatric Cardiac Society of South Africa, un'associazione impegnata nella cura di bambini affetti da disturbi cardiaci congeniti e acquisiti. Le offerte si possono fare sul sito del team.

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