19 novembre 2014

Ocean Race, si riparte. Rischio vento e tempeste tropicali

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VIDEO e TWEET . Dopo il via da Cape Town, le sette imbarcazioni della regata intorno al mondo sono ormai in viaggio verso Abu Dhabi, sede di arrivo della seconda tappa. Vento forte e tante insidie faranno compagnia per oltre 6mila miglia nautiche

Si torna in mare. La Volvo Ocean Race riparte per la seconda tappa che li porterà da Cape Town ad Abu Dhabi. La partenza è stata decisamente appassionante per le condizioni meteo più che impegnative: continue variazioni nell’intensità del vento che è andato dai 5 nodi della linea fino a più di 30 nella prima sezione del percorso costiero. Primo a condurre la flotta fuori dalla Table Bay di Città del Capo, il Team Brunel (guidato dallo skipper olandese Bouwe Bekking), seguito dagli spagnoli di Mapfre, alla ricerca del riscatto dopo la deludente prestazione nella prima tappa e l'equipaggio femminile di Team Sca, guidato da Sam Davies.

Prima notte durissima -
La prima notte nell'avvicinamento al Capo di Buona Speranza, secondo le previsioni meteo e degli esperti locali, sarà davvero dura per i 66 velisti, con venti forti, mare molto formato e corrente. Per questo le imbarcazioni navigheranno in modo conservativo. Lo skipper di Team Alvimedica, la barca, sui cui regata l'unico italiano di questo giro del mondo Alberto Bolzan, Charlie Enright ha definito le condizioni meteo che attendono la flotta come "orrende". "Credo che adotteremo tutti una strategia piuttosto conservativa", ha detto il giovane skipper americano. "Potrebbero essere le peggiori condizioni, soprattutto di mare, che abbiamo preso con queste barche".

Le altre voci -
Il francese Charles Caudrelier, skipper di Dongfeng Race Team è senza dubbio uno dei velisti più esperti nella flotta, ma ha ammesso che nella sua carriera, compresa la Scorsa Volvo Ocean Race che ha vinto a bordo di Groupama, non gli è ancora capitato di imbattersi in una tempesta tropicale, un'eventualità che potrebbe presentarsi più avanti nella tappa. “Penso che ci terremo lontani” ha detto sorridendo in conferenza stampa.

Pericolo Oceano Indiano - Prevedendo una possibile attività ciclonica e tempeste tropicali, gli organizzatori della Volvo Ocean Race hanno deciso di prendere ulteriori misure per tenere distanti i sette team dalle zone potenzialmente più pericolose dell'oceano Indiano, stabilendo una zona di esclusione alla navigazione nel tratto verso l'arcipelago delle Seychelles. Questa zona va da aggiungersi a quelle già definite per evitare il rischio di iceberg nell'oceano meridionale e il rischio, fortunatamente meno probabile, di attacchi da parte di pirati nella costa orientale dell'oceano Indiano. Quest'ultima area, è stata tenuta nascosta al pubblico per minimizzare la possibilità che la flotta venisse localizzata e intercettata. I sette team, tuttavia, prima di raggiungere queste zone, dovranno affrontare diversi giorni di navigazione impegnativa, sia dal punto di vista fisico che da quello tattico, con scelte importanti da fare per girare l'angolo meridionale del continente africano.

I favoriti -
Favorito della vigilia è Abu Dhabi Ocean Racing, il team dello skipper britannico Ian Walker, che fino a questo momento non ha compiuto alcun passo falso, aggiudicandosi sia la prima tappa sia la In-port race di Città del Capo. L’arrivo in casa loro, poi, gli darà ulteriore motivazione. Ma Ian Walker è sembrato determinato a rimanere con i piedi per terra e quando gli è stato chiesto se ci fosse effettivamente un vantaggio nel correre "in casa" ha risposto con un sorriso: "Prima dobbiamo arrivarci. Sarei felice di stare in gruppo e poi arrivare ad Abu Dhabi. Anche perché sono certo che ci sarà un'accoglienza fantastica". La seconda tappa dovrebbe durare dai 22 ai 28 giorni, a seconda delle condizioni meteo. Le barche resteranno poi ad Abu Dhabi per tutto il periodo delle festività di fine anno, prima di ripartire il 3 gennaio alla volta di Sanya in Cina.

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