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28 novembre 2014

Caso Schwazer, chiesti 4 anni di squalifica per la Kostner

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Durissima la richiesta della Procura antidoping per la pattinatrice che è stata anche deferita. Il pm le contesta il favoreggiamento all'ex fidanzato e l'omessa denuncia. L'avvocato: "Assurdo". Deferiti anche gli staffettisti Collio, Donati e Checcucci

"Carolina Kostner va squalificata per 4 anni e tre mesi". Durissima la richiesta della Procura antidoping del Coni per la pattinatrice azzurra che ha deferito al Tribunale nazionale la pattinatrice azzurra coinvolta nella vicenda del suo ex fidanzato Alex Schwazer. Alla pattinatrice la procura del Coni contesta la violazione dell' articolo 2.8 del regolamento Wada, ovvero di avere favorito la violazione del codice antidoping da parte di Alex Schwazer, e il 3.3, vale a dire l'omessa denuncia.

Deferiti anche Collio, Checcucci e Donati -
Nell’ambito della stessa inchiesta della Procura di Bolzano (denominata Olimpia), e sulla base degli atti trasmessi, la Procura antidoping del Coni ha deferito tre dei quattro staffettisti della 4x100 vincitori dell'argento agli Europei di atletica di Barcellona 2010, dove realizzarono anche il nuovo record italiano. Si tratta di Simone Collio per cui la Procura ha chiesto 2 anni e 3 mesi di squalifica, Maurizio Checcucci per cui sono stati chiesti due anni di stop e Roberto Donati, con richiesta di 8 mesi di squalifica. In dibattimento verrà chiesta la revoca del record.

L'avvocato della Kostner: "Richiesta assurda" - "Carolina Kostner ritiene che la situazione sia assurda. In questa storia non c'entra niente. E'una persona colpita da questo fatto e vuole andare in fondo". L’avvocato della pattinatrice azzurra Giovanni Fontana commenta così la richiesta di squalifica della Procura antidoping del Coni. "Non ho ancora finito di leggere il deferimento, ma stiamo vedendo che la richiesta è abnorme – aggiunge il legale -. Arriviamo all'assurdo: per chi non ha mai fatto uso di doping è stata richiesta una sanzione maggiore anche di chi ha ammesso di averne fatto uso". La pattinatrice azzurra è attualmente negli Stati Uniti. L’avvocato che le ha parlato, la definisce "colpita" da questo rinvio a giudizio. "La nostra idea sulla ricostruzione del fatto è completamente diversa - spiega -. Non ha commesso niente e non aveva nulla da denunciare". Sulle presunta versione contrastante, rispetto a quella del marciatore azzurro, offerta agli inquirenti sportivi per ricostruire quanto successo il 30 luglio 2012, giorno in cui Schwazer fu trovato positivo all'Epo, invece: "Non ho ancora finito di leggere il deferimento, ma non le vedo queste versioni contrastanti".