25 dicembre 2014

Malagò: "Sì allo stadio a Roma, pure se perdiamo un cliente"

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ESCLUSIVA. Il presidente del Coni racconta i momenti importanti del suo mandato. Dalla candidatura di Roma ai Giochi del 2024 agli stadi di proprietà, a Nibali, al doping, a Pantani. E sullo sport italiano: "Possiamo diventare un modello"

Giovanni Malagò, intervistato da Iacopo Savelli, ripercorre in esclusiva per Sky Sport  i momenti più importanti della sua presidenza al Coni nel 2014. Il doping, la vittoria di Nibali al Tour de France, la vicenda che ha coinvolto la Kostner ed anche la candidatura di Roma per l'Olimpiade del 2024. Parla poi dell'elezione di Tavecchio alla Figc, dei Mondiali di Brasile, del nuovo stadio della Roma e di Antonio Conte.

Orgoglio Nibali - C'è una vicenda in particolare che ha reso Malagò pieno di orgoglio: Vincenzo Nibali, e la sua vittoria al Tour de France. "Uno come lui si sottopone quasi quotidianamente ai controlli antidoping e non c'è mai stato uno sbalzo dei suoi valori, quindi chi capisce la materia sa che Nibali ha dimostrato di essere una persona seria e soprattutto sana",  ha detto il presidente del Coni.

Il lato umano - Sul caso Kostner: "A livello umano mi dispiace per Carolina, ma ci sono delle norme da rispettare e le norme in questo momento sono queste".

Pantani - "Non conosco nello specifico la vicenda di Pantani - ha aggiunto - la mia sensazione è che ci sia stata un'eccessiva convinzione che le cose non sono andate come poi sono andate".

Olimpiade 2024 -  "L'ufficializzazione della candidatura di Roma 2024 è stato un momento significativo, felice, che ha dato molto entusiasmo al mondo sportivo. Roma, con tutte le contraddizioni, la sua storia, con la credibilità e al tempo stesso gli scandali, le vicende degli ultimi tempi, nel bene e nel male, rappresenta una grandissima forma di appeal".

Mondiali in Brasile - "Se devo dire quello che penso la sconfitta contro l'Uruguay ai Mondiali brasiliani, ci sta pure, vista la grande tradizione e competitività dei sudamericani. Non mi sarei aspettato, invece, di perdere contro il Costarica".

Conte - "Sapevo benissimo chi è, come ragiona, com'è fatto. E' un maniaco del lavoro, è molto esigente. Leggo sui giornali voci che non so se corrispondano al vero (circa un suo possibile addio, ndr). Mi dispiacerebbe tantissimo, Conte dà tutto e pretende tutto".

Nessuna sorpresa Tavecchio -  "Mi aspettavo una maggiore sorpresa, invece il mondo del calcio ha trovato i propri equilibri, si è ricompattato, non so se abbia accettato di fare compromessi".

felice per lo stadio della Roma - "Sono a favore perché tutto quello che riguarda l'impiantistica mi vede favorevole. Sono schierato al fianco di questo progetto, magari con il rischio di perdere un cliente importante per lo stadio Olimpico. Ma se questo è il futuro, come del resto si vede anche all'estero, mi sembra giusto andare incontro al futuro".

Il momento più emozionante - "La santa messa degli sportivi, celebrata in San Pietro dal cardinale Ravasi, e la venuta del Santo Padre in mezzo a 11 mila sportivi, è stato forse il momento più emozionante di questo mio mandato", ha aggiunto Malagò.

L'augurio - "Che il mondo dello sport nel 2015 dimostri di essere un modello, perché ne abbiamo la possibilità e le potenzialità. Penso che l'Italia possa togliersi, anche in un momento difficile come quello attuale, delle grandi soddisfazioni".


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