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25 marzo 2015

Tra le pietre sacre di Gerusalemme con iPhone e camerina

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VIDEO. Diario agonistico di Max Nebuloni: con Gianni Morandi nella maratona della Pace in Terra Santa, una delle più suggestive del mondo. Oltre 20mila i partecipanti, in arrivo da 60 nazioni

Ci sono mille modi di correre una maratona. Uno dei più suggestivi – e non proprio rilassanti - è farlo con una telecamerina nella mano destra e un iPhone nella sinistra, sulla scia di Gianni Morandi, su e giù per le strade di Gerusalemme.
Insieme a lui il 13 marzo scorso ho corso la maratona della pace, una delle più suggestive (e impegnative) al mondo. Per il percorso, e per il programma: sveglia alle 4; colazione alle 4.30; partenza in pullman dall’hotel alle 5.15 per raggiungere la partenza ed evitare che chiudano le strade. Il via alle 6.45, anticipando umidità e caldo, due tra i peggiori nemici dei runner: quest’anno erano 20mila, in arrivo da 60 nazioni.

In un paese in cui l’ossessione per la sicurezza e la voglia di divertirsi e di fare i turisti senza lasciarsi condizionare dalla paura convivono, eventi come questo rappresentano un’opportunità unica di apertura verso il mondo.
Proprio per questo non vale la pena correre con l’ossessione del tempo e l’occhio posato sul cronometro. Meglio prendersela comoda e concentrarsi su tutto quello che incrocia lo sguardo, anche per recuperare il fiato tra una salita e l’altra, ripensando a quello che accadde da queste parti poco più di duemila anni fa.

Pochi luoghi sulla terra evocano emozioni legate al sacro come Gerusalemme. Sarà per la presenza dei simboli di tre religioni, sarà per il suo immenso valore storico e culturale, ma ogni cosa in questa città assume un valore simbolico incredibile. Come il piacere di averla corsa e filmata (vedere per credere…) sulla scia di Gianni Morandi. Uno su mille ce la fa (a vincere). Uno tra mille che la rifarebbero.

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