03 maggio 2015

Boxe, niente da fare per Pacquiao: Mayweather vince ai punti

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Uno scambio di colpi tra Mayweather, che ha triionfato senza storia, e Pacquiao (Getty)

A Las Vegas il "match del secolo" valevole per il Mondiale dei welter termina con un trionfo per il campione americano. Che resta imbattuto in carriera: su 48 combattimenti ne ha vinti 48

Floyd Mayweather jr. ha battuto Manny Pacquiao ai punti in 12 riprese sul ring della MGM Grand Garden Arena di Las Vegas in quello che era stato definito il "match del secolo" per il titolo mondiale dei pesi welter.


Floyd Mayweather jr, che rimane imbattuto con uno score di 48 match vinti su 48, ha battuto largamente Pacquiao nel giudizio di tutti i tre giudici del combattimento. Due di loro hanno attribuito la vittoria allo statunitense per 116-112, mentre il terzo ha "visto" il successo di Mayweather addirittura con otto punti di vantaggio per 118-110.

Davanti a 17 mila spettatori del Grand Arena e a milioni di altri sintonizzati sulle tv a pagamento di mezzo mondo Mayweather ha vinto anche il titolo del più pagato sportivo di sempre. Non era solo un incontro di boxe. Si trovavano davanti anche due storie e due filosofie di vita: il ricco e spregiudicato Mayweather, dall'infanzia difficile e che ora vive in uno sfarzo imbarazzante, che dice di essere più grande di Ali, che ha usato un paradenti d'oro da 25mila dollari, imbattuto da 47 incontri, ora da 48, a un passo dal record di 49 che appartiene a Rocky Marciano. Di fronte, il picchiatore buono dell'Asia, tutto casa e Chiesa, nato in miseria e che dona parte dei suoi soldi ai bisognosi, fa il deputato e in patria già lo vedono un giorno presidente. Due uomini di forte caratura atletica, benché non giovanissimi, 38 anni Mayweather, 36 Pacquiao.

Ma non si può dire che le aspettative della vigilia sul piano della boxe pura siano andate soddisfatte, almeno per coloro che nel pugilato apprezzano soprattutto il combattimento autentico. L'americano ha vinto per la sua classe atletica, per il modo elegante in cui tiene la scena, per il formidabile gioco di gambe che ne ha fatto un imprendibile ballerino del ring, ma i colpi da lui assestati al rivale filippino sono stati in verità pochi e nemmeno esaltanti. Pacquiao da parte sua non ha fatto quanto avrebbe potuto per vincere, la sua caratteristica foga di attaccante a testa bassa non si è quasi mai espressa, sia perché l'avversario letteralmente gli correva intorno, sia perché lui stesso è andato a cercare Mayweather da fermo, senza quasi mai trovarlo, a parte un gancio alla quarta ripresa molto 'sentito' da Mayweather. Risultato, quasi nessun corpo a corpo fra i due, pochi scambi degni di un campionato del mondo assoluto che riuniva il titolo sotto le diverse sigle, Wbc e Wba detenute dall'americano e Wbo dell'asiatico. A fine match, deluso Pacquiao. Raggiante Mayweather: per lui, smaltiti i festeggiamenti, è già tempo di pensare al record di Marciano.


Questo di stanotte è stato il duello più redditizio della storia, con 400 milioni di dollari in ricavi attesi. Di questi, 80 milioni andranno al filippino, 120 milioni all'americano. E' stato anche il combattimento più mediatico della storia (1500 giornalisti accreditati) ed è stato trasmesso in 150 Paesi. Tra le 16.800 persone che hanno sborsato migliaia (in qualche caso  decine di migliaia) di dollari per essere a bordo ring altre star di prima grandezza: Robert De Niro, che interpretò Toro Scatenato per Martin Scorsese nel 1980, Clint Eastwood, regista di Million dollars baby sul mondo della boxe femminile, e poi Ben Affleck, Matt Damon. Jamie Foxx ha cantato l'inno americano, insieme a star del rap (Jay-Z, 50 Cents) e stelle del football e del basket.

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