14 giugno 2016

Operacion Puerto, gli atleti saranno identificati

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L'Audencia Provincial de Madrid ha accolto il ricorso contro la distruzione delle sacche di sangue sequestrate durante la più grande operazione antidoping in Spagna. Gli atleti coinvolti potranno essere identificati confrontando il DNA. Assolto Fuentes

Non saranno distrutte le 211 sacche di sangue sequestrate nel corso dell'Operacion Puerto. L'Audencia Provincial de Madrid ha deciso che il sangue, conservato nel laboratorio antidoping di Barcellona, potrà essere comparato con il DNA degli atleti provvedendo all'identificazione di questi ultimi. Per quanto riguarda la posizione di Eufemiano Fuentes, il dottore del doping, è stato assolto e, dunque, potrà tornare ad esercitare la professione di medico sportivo. La chiave per l'assoluzione di Fuentes è che la manipolazione del sangue non viene considerata un'attività medica.

"All'epoca dei fatti nel 2006 non esistevano normative antidoping che giustificassero la condanna del dottor Fuentes". Questa la motivazione che ha portato la Audiencia Provincial di Madrid a revocare la condanna inflitta in primo grado a Fuentes. Con lui anche il preparatore sportivo Ignacio Labarta, condannato in primo grado a 4 mesi di carcere e di inabilitazione.

La consegna delle sacche potrà ora portare all'identificazione degli sportivi che 10 anni fa avevano fatto ricorso a Fuentes, ma senza che possano essere prese sanzioni nei loro confronti perché i fatti sono ora coperti da prescrizione. Più di 50 ciclisti erano stati collegati all'Operacion Puerto, tra cui i noti Jan Ullrich, Alejandro Valverde e Ivan Basso.

Nel 2013 la giudice Julia Patricia Santamaria aveva decretato la distruzione delle sacche. Il ricorso, dunque, è stato accolto e avranno accesso alle sacche soltanto la Wada, il Coni e la Federazione internazionale di cilismo.

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