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19 giugno 2017

U.S. Open 2017, Brooks Koepka cambia passo e vince il suo primo major

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Brooks Koepka festeggia la vittoria negli U.S. Open 2017, a Erin Hills (Getty)

A Erin Hills il ventisettenne americano ha conquistato il suo primo grande torneo, con un clamoroso meno 16 finale rispetto al par, 4 colpi in meno rispetto al connazionale Harman e al giapponese Matsuyama. I favoriti della vigilia hanno fallito, ma tutta la classe media ha giocato meglio del previsto

U.S. OPEN 2017, LA CLASSIFICA COMPLETA

Brooks Koepka ha vinto il primo major della sua carriera, conquistando l'edizione 2017 degli U.S. Open sul campo di Erin Hills, Wisconsin. Ci è riuscito grazie ad un buon passo nelle prime tre giornate e ad una prova eccellente la domenica, girando in 67 colpi e cioè 5 sotto il par.

Cambio di passo

Koepka per questo successo ha guadagnato 2.160.000 dollari, la più grande vincita nella storia del golf per un singolo torneo, ma non è sicuramente per questo che si ricorderà tutta la vita di questi giorni a Erin Hills. Nella sua mente e in quella degli appassionati rimarrà la sua battaglia con Brian Harman, che li ha visti appaiati in testa alla classifica alla fine della buca 12. Lì il di solito regolare Koepka ha cambiato passo, con tre birdie consecutivi, chiudendo il torneo a 272. 16 colpi sotto il par, ma soprattutto 4 di vantaggio sui secondi, Harman e il giapponese Hideki Matsuyama, anche lui bravissimo nel quarto giro, chiuso in 66 colpi. Quarto l'inglese Tommy Fleetwood, nel terzetto dei quinti a meno 10 Rickie Fowler, mentre dopo il record (63 colpi) di sabato è crollato Justin Thomas, che ha girato in 75 ed è finito nono.

Troppe prime volte

Per la settima volta di fila un major è stato vinto da un giocatore alla sua prima vittoria in un torneo di questa importanza, statistica che può essere analizzata in vari modi ma che senz'altro significa che il golf ha qualche campione che si stacca dagli altri ma nessuno in grado di entrare in maniera stabile nell'immaginario collettivo. Koepka ha quindi rotto il ghiaccio dopo Day, Willett, Johnson, Stenson, Walker e Sergio Garcia. Questo livellamento non toglie che Koepka abbia compiuto in ogni caso un'impresa, anche perché il suo meno 16 eguaglia il record degli U.S. Open, che dal 2011 era detenuto in solitaria da Rory McIllroy, che a Erin Hills non ha nemmeno superato il taglio.

Il par di Erin Hills

Rimane il fatto che il percorso si sia rivelato più facile del previsto, soprattutto per i giocatori che come Koepka impostano tutto sulla regolarità più che sulle invenzioni: nelle precedenti 116 edizioni degli U.S. Open soltanto 6 giocatori erano andato in doppia cifra, cioè con più di 10 colpi, sotto il par (va ricordato il Tiger Woods di Pebble Beach 2000, meno 12), mentre in questi 4 giorni in Wisconsin ci sono riusciti addirittura in sette. E sotto il par ci sono andati in 31, ennesimo record di questi U.S. Open (il precedente era di 28, a Medinah nel 1990)... D'accordo che c'è stato molto meno vento del previsto e che alcuni dei favoriti hanno rimediato una brutta figura, ma forse c'è qualcosa che non torna nel par. 

Koepka senza predestinazione

Questa è in ogni caso la vera svolta della carriera per questo ventisettenne della Florida, amicissimo del numero uno del mondo Dustin Johnson ma certo senza la sua fama da predestinato, da chosen one. Anni di torneini in giro per il mondo, lo European Challenge Tour, la qualificazione allo European Tour, il circuito giapponese, la prima partecipazione allo U.S. Open passando dalle qualificazioni, la fatica nell'approccio al PGA Tour. Una carriera meno facile di altre, in uno sport dove la fiducia è fondamentale. Non è comunque uno che venga dal nulla, visti gli ottimi piazzamenti in major passati (quarto sia agli U.S. Open, nel 2014, sia nel PGA Championship del 2016) e la buona considerazione di cui gode presso gli addetti ai lavori (nel 2014 rookie dell'anno nel PGA Tour). Forse avere scelto per iniziare strade lontane dell'America gli ha tolto visibilità mediatica, di certo gli ha dato più forza interiore rispetto a tante altre ex grandi promesse.

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