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06 febbraio 2017

Mondiali di Sci, tutti i segreti di Sofia Goggia

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Il Super G femminile apre i Mondiali di St. Moritz. Subito in pista la bergamasca, che quest’anno in Coppa del Mondo ha eguagliando il record di podi firmato Deborah Compagnoni nella stagione 1996/97. Le manca solo la vittoria. Le sue sensazioni prima del via

Meditazione e Visualizzazione. In due parole il segreto del successo di Sofia Goggia, protagonista attesissima dei Mondiali di St. Moritz, al via questo martedì. Quest’anno in Coppa del Mondo 5 secondi posti e 4 terzi. Nei 4 Super G disputati in stagione ha sfiorato la vittoria a Cortina (seconda a 31 centesimi dalla slovena Stuhec) e centrato un terzo posto, uscendo le altre due volte. Il primo successo, forse, le ha dato appuntamento proprio in Svizzera.

Meditazione – "Cerco 15/20 minuti di silenzio al mattino, magari ancora in camera prima di andare a fare colazione, in cui cerco di stare dentro me stessa per trovare la concentrazione e la mia quiete interiore"

Visualizzazione – "La tecnica della visualizzazione è una tecnica che mi ha insegnato Vercelli, lo psicologo che mi segue da quando avevo 16 anni. Durante gli infortuni subiti in carriera (4 operazioni alle ginocchia), non potendo esprimere il mio gesto sulla neve ho sempre visto i video cercando di ricordare le sensazioni che avevo nelle mie curve migliori. Uno studio afferma che la visualizzazione attiva le stesse aree del cervello che vengono attivate durante l’esecuzione del gesto. Io non ho sciato più tanto sulla neve ma sono riuscita a far sciare tanto la mia testa".

Il gatto di marmo – "Quest’estate ho lavorato con una consapevolezza diversa sia a livello fisico che sugli sci. Sapevo esattamente quello che volevo. Qualcosa di vero, di forte. E ho lavorato con tanta energia e con tanta costanza per raggiungere l’obiettivo. Da quest’estate lavoro con una persona che è sia osteopata che preparatore atletico. Conosce l’anatomia, ma anche la preparazione e ha una visione olistica del corpo e dei movimenti funzionali che servono per l’allenamento. Lui ha capito subito che ero “un gatto di marmo” nel senso che ero cresciuta con uno schema motorio monodirezionale ovvero solo sciando e quindi mi ha dovuto sgrezzare facendomi lavorare su altri aspetti e su tanta multilateralità. La variazione è stata la chiave fondamentale del nostro lavoro".

Il sogno - "E’ quello di tutti i bambini che guardano l’Olimpiade alla televisione e dicono ‘un giorno voglio vincerne una’. Poi però il mio sogno da bambina era essere esattamente dove sono ora quindi cerco di godermela ogni secondo. Nella valigia per i Mondiali ho messo tutto quello che mi serve per sciare. L’abbigliamento ufficiale Fisi e tanta voglia di essere… Sofia Goggia".

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